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La Via Francigena in Italia


Ho percorso buona parte del tratto italiano della Via Francigena due volte: la prima nel luglio 2007 da casa mia (nel Lodigiano) a Roma, la seconda nell’agosto-settembre 2008 dal Gran San Bernardo a Roma (venendo da Canterbury). Nel corso di questo secondo cammino, anche in Italia ho spesso dormito ospite presso soci Servas o presso altre persone che senza conoscermi mi hanno accolto con amorevolezza nella propria casa.
Ho potuto verificare quanto lavoro si sia facendo e come ci sia un interesse sempre crescente per la via Francigena. In un anno è comparsa molta nuova segnaletica, sia come numero di indicazioni sia come tipo di segnali. Questa delle molteplici, infinite tipologie di segnaletica della Via Francigena (soprattutto in Italia) è una delle sue peculiarità. Da una parte può essere irritante, non si è mai certi di che segnali seguire…dall’altra però a me piace molto. Da un’idea della ricchezza di anime che stanno contribuendo a rendere viva e vibrante questa via. Anime a volte apparentemente in contrasto tra di loro: contrasti ideologici, pratici, per dissapori, per pregiudizi, per interesse, per distrazione, per egocentrismo, per nobili motivi…Ma non importa, che le mille anime ne siano consapevoli o no, tutte stanno collaborando a far crescere la via. E ognuna arricchisce il percorso della sua unicità. La pletora di segnali sembra sottolineare che questa, forse ancor più che Santiago è una via di “tutti”. Poiché è una via che nasce da chi ha già percorso Santiago, da chi già ha sperimentato il paradiso è sta tentando in ogni modo di portarlo in ogni angolo della terra.
E’ molto bello vedere questo fermento, ma ancora c’è del lavoro da fare. Quando l’ho percorsa nel 2008 ho utilizzato la guida della Monica D’Atti (tranne per le tappe dal Gran San Bernardo a Vercelli, per le quali ho usato le cartine di Pisoni); ho però spesso seguito le indicazioni dell’Associazione delle Vie Francigene Europee, che in molti casi seguono un percorso diverso. Mi barcamenavo infatti tra i limiti di entrambe: essendo la segnaletica incompleta c’era continuamente il rischio che seguendola mi sarei del tutto persa e mancando una guida corrispondente non sapevo mai bene quanti chilometri mi aspettassero. La guida della Monica D’Atti d’altra parte ha due limiti: non è ben segnalata (a volte per nulla, dipendendo solo dal lavoro di volontari) e spesso preferisce strade trafficate per mantenere brevi le tappe. In diversi tratti sono stata guidata da persone del posto che ben conoscevano la zona. Non ho preso appunti lungo il cammino, sia perché per l’Italia ci sono molte informazioni, migliori di quelle che io avrei potuto fornire, sia perché già mentre io camminavo sapevo che la situazione stava cambiando: circa un mese avanti a me camminava infatti Alberto Conte, che con un gruppo “variabile” di pellegrini muniti di GPS riverificava l’intero percorso tracciato per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ora tutte le tappe sono disponibili in rete sul sito www.librari.beniculturali.it nella sezione "Francigena"e si sta provvedendo a completare la segnaletica. Temporaneamente le tappe sono visibili anche su www.itineraria.eu, dove troverete anche esperienze di viaggio e altre informazioni utili su l’Associazione delle Vie Francigene Europee. Per quanto non abbia percorso tutta l’Italia seguendo quanto indicato da questi tracciati, mi sento di suggerire di affidarsi a questi per diversi motivi: 1) c’è corrispondenza tra cartografia e segnaletica, 2) rappresentano il percorso “ufficiale” e quindi saranno sempre meglio indicati e (si spera) prontamente corretti qualora si rendesse necessario 3) nei tratti in cui, o grazie alla segnaletica già presente o grazie alla guida di abitanti della zona ho percorso tali itinerari, ne ho apprezzato il percorso sicuro e piacevole.
Per l’Italia quindi non darò una descrizione dettagliata del percorso (i chilometri sono indicativi), ma descrizioni generiche delle tappe, informazioni sull’accoglienza e sulle diverse Associazioni di pellegrini (o interessati comunque ai cammini) presenti sul territorio.

A tale proposito, invito le diverse realtà citate ad indicarmi cosa aggiungere o cambiare in riferimento a se stessi. Ho indicato le realtà di cui sono a conoscenza perché ho avuto la fortuna di “incontrarle” personalmente. Ma è ovvio che questo spazio è aperto a chiunque stia lavorando per la Francigena: per cui invito chi mancasse a inviarmi qualsiasi informazione ritenga utile inserire.



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