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11 maggio- Viana


praticamente e un tour di biblioteche.
sono in quella di viana.
gia docciata.
panni gia lavati.
gia bevuto un bicchiere d'acqua con ghiaccio e limone ad un tavolino nella calle major.
gli altri sono andati a fare un giro.
io ho voglia di voi.
di me.
ho voglia di raccontarmi.
scrivere.
lasciare.

vi lascio qualcosa di questi giorni.

il bicchiere di vino bianco e freddo, dentro una cantina con pablo.
alle nove del mattino.
la concha (conchiglia) vera che ricevo.
me la regala pablo.
gli lascio la mia.
della mia conchiglia d'africa e rimasto solo un pezzo di corda consumato che pende dallo zaino.
un bordon (bastone) nuovo.
ho prestato le mie racchette tecniche.
le mie ginocchia non ne avevano bisogno.
ora ho un vero bordon.
ramo di pianta.
me lo ha regalato sempre pablo.
lo ha scelto tra tanti.
ha detto che questo va bene per me.
lo sto usando, in questi giorni.
e la mia ombra sul bianco delle strade con il bordon e bellissima.
bellissimo il suono del legno sulla terra, cosi più naturale del metallo delle racchette.
bello il fondo che si rosicchia via man mano che si percorre strada.
certezze che se ne vanno.
belli i tre passi e il colpo di bordon.
il ritmo che da al camminare.
e poi ancora.
riana del sudafrica.
annelaure della francia.
camminare con loro e sentirsi a casa.
un grido in mezzo al sentiero e la gioia di ritrovare chi credevo non avremmo rivisto più.
i cerotti che si cominciano a vedere in giro, nei posti più impensati.
la bellezza e lo stupore per una notte senza roncadores in camera.
le cicogne e i loro nidi su campanili e torri.
i miei pensieri.
sulla mia vita.
e sulla povertà.
i miei passi lenti come non mai, dietro a Arno, 30 anni e 7.000 km nei suoi piedi.
dentro i suoi sandali.
il bisogno di trovare il mio cammino dentro il cammino.
e non è facile.
i campi di grano attraversati dal vento.
e sono onde di un mare verde.
il giro per il pueblo con Paco sdentato e sorridente, fratello dell'hospitalero.
io dentro la chiesa di villamajor.
davanti a quel crocifisso d'argento dell'11. secolo.
la vita che deve avere dentro.
le preghiere.
il dolore.
la gioia.
la gratitudine.
mi fermo li, aggrappata al mio bordon.
lacrime nei miei occhi.
un vecchio di li mi prende la mano.
arrivare a los arcos.
un po' sembra far west.
un po' sembra di stare in una delle nostre piazze italiane.
pane e salame piccante alle 9 del mattino.
luigi che oggi e andato in ospedale per una vescica che non va bene. chissà se potrà riprendere a camminare.
letti a castello a tre piani.
la ragazza di un bar. incinta. la sua pancia e bella.
come sono piccoli i pellegrino che passano su un sentiero, oltre un campo.
minuscoli, davvero.
e non sono lontani.
la benedizione ieri sera.
faccio ridere il prete. e qualche pellegrino. va bene cosi.
bello portare allegria.
gli alberi di ulivi.
la rugiada sulle gambe passando in mezzo all'erba.
quelli che fanno yoga al mattino, prima di iniziare a camminare.
la fontana che non butta acqua, alla fine di un pezzo sotto il sole.
just a joke for pilgrims.
la stanchezza che con la doccia che se ne va.
la pelle delle mie mani abbronzata.
i piedi nudi appena arrivati all'albergue.


cosi.
sono i miei giorni.
le mie ore.
i miei minuti.

sono per me.
ora, un po', sono anche per voi.

vi abbraccio.
e vi tengo per mano.

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