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13 maggio-Azofra


il tramonto a Viana. dalle mura che guardano la piana di logrono.
le fragole. comprate a 10 per volta. sono rosse. e buonissime.
il foulard in testa. ora serve per il sole. sui Pirenei andava alla grande contro il freddo. un pezzo di cotone a quadretti svolazza nel vento.
arrivare ad una fontana ed infilarci sotto la testa. l'acqua fredda che corre giù per il coppino.
la domanda: in che lingua sogni?
gli italiani in bici sul cammino. ci chiediamo se e più difficile a piedi o in bici. ci salutiamo senza risposta. e con u sorriso.
guardare alle spalle la strada fatta. quello che ci si lascia dietro.
il sole del mattino che sorge.
la laguna di logrono nella luce calda del mattino che e iniziato.
la donnona grande con la gonna rossa e un omino piccolo piccolo. camminano insieme, tenendosi per mano. e cantano.
il cuore di sassi in mezzo al sentiero. dentro, un foglio di carta con un messaggio. altro che sms.
quelli che passano accanto in macchina e salutano.
un camion veloce sulla carrettera. l'aria che sposta fa volare via un cappello.
la colazione da turista nella piazza di logrono. avevo voglia di viziarmi un po'. ombrellone e nidi di cicogne sui campanili. il rumore dei loro becchi. le campane suonano le 10.
le mie scarpe sporche di polvere e fango che scricchiolano nel silenzio di una biblioteca.
le croci incastrate su una rete metallica. accanto passa l'autostrada.
le macchie di neve sulle montagne lontane.
la notte nel garage.
il bicchiere di vino rosso offerto dall'hospitalero.
il diario che f. ha perso. arriverà a santo Domingo in bici.
il rametto di basilico che mi porta un vecchio del paese. ho voglia di pasta pomodoro fresco olio e basilico.
mi godo la doccia senza nessuno che aspetta fuori.
il sapone liquido. non e shampoo, ma fa schiuma e profuma. lavarsi i capelli cosi e proprio bello.
uno specchio grande. e di me vedo qualcosa oltre la mia faccia.
la bottiglia di vino tinto con cui brindiamo all'ingresso nella rioja.
i passi con un vecchio spagnolo. mi racconta del cammino del norde e di quello della plata. io comincio a sognare. ancora una volta.
i fili dell'alta tensione. friggono nell'aria tra il rosso della terra ed il cielo blu di nuvole.
le due poltrone in pelle nel nulla sotto il cielo. sembra di essere in un film di kustoriza.
i due operai sotto il sole. tuta gialla fluorescente. cantano spostando lamiere. uno mi chiede di portare un abbraccio a s. jago.
un contadino che esce da una vigna. mi fa annusare un mazzo di erbe profumate che tiene sotto braccio.
la pennica davanti al rifugio di Najera. i segni che l'erba lascia sulla pelle delle mie gambe.
provare a montare la tenda che mi hanno prestato. al momento troppa gente nei rifugi. il cammino sembra essere diventata una caccia al letto.
ho voglia e bisogno di liberta. di mie strade. spazi. terre. cieli.
l'acquisto di un materassino. non pesa niente. e lascia dentro la certezza della liberta.
caffè nella piazza. tra spagnoli che si godono l'aperitivo della domenica.
il profumo di resina dei pini.
cammino sola nel pomeriggio.
nessuno in giro.
solo i miei passi e il vento nel bosco.
il suono del vento nel grano.
nelle mie orecchie.
dentro la mia concha.
alberto. italiano. da genova in bici. incontrarlo in mezzo al nulla e bellissimo. i pellegrini in bici si portano dietro felicita inaspettata.


cosi.
ancora una volta felice.
un abbraccio

cri

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