t. che si pesa in farmacia.
il rumore dei jet nel passeggio del pomeriggio.
burgerking ad un angolo. ed è civiltà.
il biglietto trovato per caso nello zaino, cercando la credencial. dice: trova la tua felicita nel signore. e lui ti darà quello che il tuo cuore desidera.
la suorina che dice: voi pellegrini siete buscadores. coloro che cercano. mi chiedo cosa cerco. non ho molte risposte.
quando le suorine ci ringraziano per averle accompagnate nella preghiera. loro, ringraziano.
in tanti a messa. chi crede e chi no. e bello.
compieta. penso alla cappellina di sant'agata. a chi si affida a Lui prima di dormire.
l'anello che una ragazza regala a r.
sulla piazza davanti alla cattedrale molta vita raccontata. empanada con birra y lemon. l'abbraccio tra italiani. cosi pieno. cosi pieno di vita compartida.
mercato sulla plaza mayor. quella del nostro torello. rondini volano alte sopra i palazzi.
candeggina e detersivo nei vicoli deserti di una leon non ancora sveglia.
colazione in un albergo elegante.
mi giro a guardare la cattedrale lontana nella piana.
shakira su mtv.
la farmacista che taglia via il talloncino da una scato9la di medicine. un pezzo di scotch per appiccicarlo sulla ricetta. gesto che in italia abbiamo dimenticato da un pezzo.
sogno un bimbo della franci, oltre la chiara. gli insegno a camminare. gli spiego cosa e una barba.
zia rosy del bar. la gioia con cui ci dice che da lei sono passati altri italiani e altri tedeschi. l'orgoglio semplice e bello con cui ci fa vedere il libro delle firme.
quello che addestra un cavallo su un marciapiede.
le sdraio di plastica bianca sul prato verde davanti all'albergue. dura, a volte, la vita di un pellegrino.
la mancanza di visuale completa sul cammino, standoci dentro. ho l'idea che verrà fuori a posteriori, quello che davvero e stato per me il cammino.
il campanaccio nel bar della tia rosy per un gol segnato.
i due italiani arrivati ieri dall'italia. gli chiedo cosa c'e di nuovo nel mondo. e in italia. dicono: ha vinto il milan. diciamo che mi aspettavo una risposta diversa.
le sudafricane stupite per gli uomini al bar che stanno guardando la partita. chiedono dove sono le donne. direi a casa.
scrivere il diario su un piano in marmo montato su una vecchia macchina da cucire. lampada in vetro bianco e rosso a fare luce.
i due pellegrini in cima al campanile, sotto i nidi di cicogne, nella luce della sera. la porta chiusa alle loro spalle con un filo di rame nuovo.
la luce che c'e in paese la sera, dopo un acquazzone. si vede di nuovo, alla fine di tutta questa pianura, il profilo scuro delle montagne.
la paella vegetariana.
il brasiliano che forse conosciamo, forse no, di cui veniamo a sapere. morto a boadilla. addormentato nel suo saccoapelo. questo e il cammino. ma io non riesco a togliermelo dalla testa. lo porto con me. nei miei pensieri. nel mio cuore.
l'odore del caffè preparato per tutti che sale dalle scale.
fermarsi per una pausa a mezzogiorno e trovare un caffè solo y largo che aspetta.
mutande sullo stendibiancheria riconosciute dal modo in cui si appendono.
r. che sa che dormo sempre a PDL. a pelle di leone.
il passo sereno e forte con cui a volte riesco a camminare.
la nostra ombra lunga davanti a n noi. alle spalle un sole che illumina ma che non scalda ancora.
frinire di grilli nella notte, fuori dalla finestra del bagno.
il freddo del mattino. quando l'unica domanda intelligente da fare e: a che ora parte lo ski-bus? e da dove? io intanto in giro in pantaloncini, secondo la teoria che tanto alle gambe non si ha mai freddo.
lo spagnolo tra due mesi in pensione. vuole imparare l'italiano per leggere Tasso in lingua originale. un abbraccio e un invito a cena.
la nostra cena al ristorante italiano. pizza ai 4 formaggi e tiramisù con panna montata. BS. bella storia.
un puffo montanaro
cammina appeso ad uno zaino.
una freccia gialla porta al muro di una casa privata. agua potable dopo molti km di niente. una donna lavora nell'orto e sorride. noi possiamo riempire le bottigliette d'acqua. un sorriso e riprendiamo a camminare.
camminare su una strada asfaltata in mezzo ai campi. in mezzo alla carrettera seguiamo la riga bianca tratteggiata.
parlare di felicita con chi si e appena conosciuto.
qui giorni in cui cammini 24 km e ti sembra pochissimo. te li lasci alle spalle in poco più di 4 ore.
quando sempre gli ultimi 4 km delle tappe costano fatica. sia che ne cammini 20, sia che ne cammini 30.
il vento si porta dietro gocce di pioggia che vengono da lontano. un temporale dentro nuvole nere lontane nell'orizzonte.
due canestri da basket in metallo arrugginito dentro un campo di erba troppo alta.
un portone di metallo sbatte nel vento. nessuno in giro, per le strade di questo paese in questo mezzogiorno di domenica.
un gatto si rotola nel sole.
sotto un cielo nero che minaccia pioggia entro in un albergue per usare il bagno. trovarci un hospitalero italiano. sta sistemando piedi malati. lavorava in banca. ora cammina. fa l'hospitalero. quando e in italia cura piaghe da decubito. dice: altro che ampollas. mi guarda in faccia e dice anche: tu ritornerai a santiago. esco e c'e il sole.
l'elastico dei miei capelli legato in cima al bordon. cosi non lo perdo. e l'ultimo che mi e rimasto.
le ragazze con il pancione che girano a leon. un pensiero a puntolino. una preghiera. una carezza alla pancia in cui vive.
la giornata di oggi. difficile. troppo altalenante. troppo altalenante il tempo. tra sole pioggia vento pioggia vento sole. troppo altalenante il mio cuore. tra la voglia di essere sola. la voglia di raccontarmi. la voglia di ascoltare solo stupidate.
cosi.
altalenante.
tim direbbe: dentro un ottovolante di emozioni.