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4 giugno-Palas de rei


m. vegetariano, forse e lui il saussage-eater notturno. doppia personalità?
aperitivo con mais tostato e cetriolini sottaceto seduti su una panchina a sarria.
seduti sul lungofiume mangiamo tapas. aria della sera. lampade che si accendono accanto all'acqua. chiaro nel cielo fino a dopo le 22.15.
la riunione dei rabdomanti.
una ragazzina vestito bianco gioca con l'hulahop.
tutte le famiglie che sono in giro, in questo sabatos era spagnolo. tutte le famiglie. e i bambini che sono con loro.
muretti a secco coperti di muschio. nebbia sulla strada e tra gli alberi di un bosco. querce e castani vecchi di secoli. voci che si allontanano.
un pellegrino stilizzato in metallo colorato e arrugginito. bevo un po' e vado avanti.
una scatola di tonno mangiata a villafranca del bierzo. arrivava da burgos. molti km. dentro uno zaino.
sulla terrazza sotto il cielo della notte che si annuvola guardiamo stelle e luci della città. chiacchiere e birra.
sembra una notte greca. passa una colomba kamikaze accanto al campanile illuminato di luce arancione.
andare a letto alle 0.30 e poter accendere la luce in camera. stavolta e una camera d 4.
seduta su un prato in pendenza mi appoggio ad un palo piantato nell'erba. davanti a me passano strada e pellegrini.
vedere il cippo del km. 101,5. rendersi conto che manca un quarto d'ora al km 100. un quarto d'ora. non di più.
i tetti delle case. in lavagna. cosi semplici. cosi belli. cosi veri.
i sentieri della galizia. si rincorrono in curve confuse. sono vivi. e allegri. così diversi dai tracciati dritti della galizia.
la gente che lavora nei campi. trattori e mucche. oggi e domenica.
i rumori di un prato nel silenzio di un pomeriggio di sole.
v. che camminava da un'albergue all'altro. niente di più. non credeva di poter fare di più.
f. commosso per una pesca compartida con un danese che credeva tonto.
una signora ombrello bianco nell'orto sotto il sole delle 16.00.
un bassotto con orecchie lunghissime in un paesino di quattro case.
il lago di portomarin. come e bella l'acqua. come e bella l'acqua dopo tutta questa terra. la voglia di acqua che ho.
pennica su un prato accanto ad un ruscello.
il ponte lunghissimo. la brezza fredda che c'è. viene dall'acqua.la scalinata cosi ripida che sale in paese.
dopo il km 100 seduti nell'unica locanda di un paesino da niente vediamo pellegrini passare e festeggiamo.
nel parco di portomarin due italiani leggono la bibbia ad alta voce.
un prato pieno di margherite bianche accanto alla strada dove cantavamo guccini.
i pellegrini della domenica.
i pellegrini degli ultimi 100 km.
il picnic della sera. gradini nel parco. spesa del super e lago davanti a noi.
sotto i portici serata tra donne. accanto a noi la chiesa ricostruita sasso dopo sasso per la costruzione della diga.
gli italiani davanti all'albergue. di bergamo. una di pedrengo. conosce il mauri. e rambo. da non credere. davanti all'unico lago incrociato in terra spagnola trovo mia vita dei laghi gemelli.
la voglia di raccontare che ho addosso. la voglia di dire. spiegare. condividere. rendere partecipi. spezzare vita.
m. appena conosciuto mi chiede cosa mi ha lasciato dentro il cammino. la domanda mi spiazza. dico gioia. di notte ci penso, nel buio di uno stanzone in cui non riesco a dormire. ora dico gioia. e vita.
la voglia di camminare con gli italiani. racconto questo mese in cammino. loro mi raccontano un mese di normale vita italiana.
la fontana prima di gonzar. ancora una volta, a distanza di anni, acqua che sa di ferro. ma bevo lo stesso.
mattinata tra italiani e tedeschi. tra nuova curiosità e abitudine bella al camminare insieme.
cercare la casa di portos. trovare la roulotte dietro al carro. ma mancano free e primopellegrino. lascio un biglietto. grata. che dios li benedica.
arrivare alle 13.00 e non trovare un letto in tutta la città. soluzione italiana, alla fine. dormo da abusiva. con materassino accanto a t.
lavare un po' di panni.
il menu del dia migliore del cammino.
empanada de atun. pulpo. vino bianco freddo. pane buonissimo. tarta de santiago.
i due baschi che si trovano e cantano in basco, cappello in testa.
pennica in piazza.
ora voi.
ancora una volta.
ancora una volta bello.
bello il vostro esserci.

bello il vostro esserci stati in queste settimane di passi e di vita.
ora mancano 65 km. e altri 80 fino a finisterre.
poi torno.
torna alla vita di sempre.
con un sorriso stampato in faccia. e dentro gli occhi.
ve lo regalo oggi, un'anteprima di questo sorriso.
vi voglio bene.

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