di Cesar
Dopo aver fatto il cammino di Santiago e essermi sentito tanto bene, ho verificato quanto fosse difficile mantenere tale stato d’animo nella vita reale e che , a poco a poco, tornavo a cadere nei medesimi errori. Mi feci questa domanda “si può vivere la vita con lo spirito del cammino? Analizzai le caratteristiche che si creano sul cammino e decisi di porle in pratica nella mia vita quotidiana. Questa è la mia Camminoterapia.
Cerco di essere libero
Senza dubbio ogni volta che penso al cammino è il primo pensiero che mi viene in mente: essere libero, essere me stesso, prendere le mie decisioni, dire si quando voglio dire si, dire no quando voglio dire no, prendere in mano le redini della mia vita e dirigerla fino a dove desidero, mostrando agli altri in modo chiaro, convincente ed educato, quello che realmente voglio fare e farlo, senza preoccuparmi di ciò che gli altri possano pensare. Non posso consentire i ricatti emotivi ne di altro tipo, è in gioco la mia stessa vita. Non mi presenterò a manipolazioni, ricatti, richieste o rimproveri degli altri. Devo saper ascoltare e prendere nota di quello che sento, però poi devo essere io a decidere.
Essere me stesso, non cedere ai ricatti affettivi o emozionali: una cosa è amare e condividere e un’altra è essere schiavo delle esigenze degli altri, per quanto possiamo amarle. Vivo e lascio vivere.
Cerco la solitudine in me stesso
Spesso la soluzione ai miei problemi sta in me stesso, ma devo affrontarli con coraggio e dedizione: è necessario analizzare, pensare correttamente e agire.
In altri casi i problemi non hanno soluzioni o non è in mio potere risolverli, in questo caso mi dimentico di essi e vaado avanti.
Le cose cambiano tanto più quanto più cambio io
Un grande insegnamento per la vita: ho smesso di cercare all’esterno la causa dei miei mali, il problema sono io e anche la soluzione sta dentro di me.
Ho deciso di ritagliarmi momenti di solitudine e libertà per incontrarmi, in modo calmo e rilassato, incontrare me stesso e conoscermi meglio per vivere meglio.
Chiedo aiuto
Ho scoperto che non accade nulla di male a chiedere aiuto quando lo necessito. Non solo non è un disonore, ma anzi mi innalza come persona. A volte a solo non posso. È però necessario chiedere alla persona giusta, è importante che mi capisca, che possa aiutarmi.
Ho anche compreso che, in alcuni momenti, compaiono persone che mi aiutano in situazioni complicate. Sono i miei angeli. Mi aiutano per un tratto, mi fanno maturare e poi, compiuta la loro missione, scompaiono dalla mia vita. E quindi, sebbene scompaiano, saranno sempre parte della mia vita e le ricorderò sempre con un sorriso.
Sono più umile
Il cammino mi ha insegnato che non posso ostentare nulla ne irrompere con prepotenza; quando lo faccio la vita mi rimette rapidamente al mio posto.
Valuto l’importanza di tutto
Lungo il cammino scoprii l’importanza degli opposti: perdersi-trovarsi, stancarsi-riposare, fame-mangiare, sete-bere…e grazie ad un estremo, do valore all’altro. Tutto ciò che accade nella mia vita è importante, è buono, mi fa crescere come persona, mi permette di paragonare. Accetto ogni situazione così com’è. A volte si impara più dalla sconfitte che dalle vittorie.
Faccio esercizio
Ho scoperto che l’esercizio fisico, soprattutto se è all’aria aperta e nella natura, produce una serie di sostanze nel cervello che mi danno euforia e una grande soddisfazione. E’ un buon sostituto naturale di pillole e altri trattamenti psichiatrici. E’ una goduria: sono stanco e sono felice.
Così ho elaborato un piano completo di esercizi che include yoga la mattina al risveglio, camminare fino al lavoro, nuotare quattro giorni alla settimana, giocare a tennis e andare in bicicletta ogni volta che posso. Se il mio corpo sta bene e forte, mi sento bene.
So che la meta è il cammino
Se mi ossessiono per arrivare alla metà posso perdermi le meraviglie che mi offre il cammino della vita. Ho imparato che, senza alcun dubbio, il cammino è più importante della meta. Arrivare alla meta va bene, e ci arriverò, però fino ad allora la vita tiene in serbo per me molte meraviglie che non posso lasciar passare. Devo sfruttare ogni momento.
Condivido
Condividere con gli altri ciò che possiedi e la tua vita è molto più gratificante che tenertelo tutto per te in solitudine. Senza dubbio uno dei punti essenziali del cammino è il condividere: si condividono gli aspetti materiali, il tempo, la vita.
Quello che nel cammino ho fatto in modo spontaneo, mi rendo conto che mi riesce più complicato farlo nella vita reale: so che posso condividere le mie cose, i misi sorrisi, il mio tempo con gli altri.
Condividere con gli altri la mia vita e la gioia, senza ipocrisia né maschere, è un autentico privilegio che devo realizzare. E mi piace.
L’importanza delle piccole cose
Ora so che i piccoli piaceri della vita sono i migliori e che la felicità si trova nelle piccole cose. Per questo ora le do più valore. Così è più facile essere felici perché la vita è piena di cose piccole e meravigliose che, in genere non consideriamo,né valorizziamo fino a quando le perdiamo. E in genere sono gratis.
Utilizzo tecniche di relazione e meditazione
So che si può smettere di vivere a ritmo frenetico, allentare la marcia e dedicare del tempo alla calma, alle relazioni e alla meditazione. Ancora più so che i benefici che si producono sono fantastici. Recuperare la tranquillità, la contemplazione della natura, il cadere riposante della pioggia, parlare della nostra infanzia o dedicare alcuni minuti alle realzioni e alla meditazione.
Ho trovato un luogo e un tempo per la calma, per la quiete e la meditazione: ogni matina le dedico un po’ di tempo e mi sento in pace. A volte anche la sera e ogni volta che posso. Faccio corsi di relazione e mi inforno e imparo nuove tecniche. E’ diventato uno dei momenti migliori del giorno.
Lascio vivere
Ora che riconosco il valore della mia libertà e mi do il diritto di vivere come voglio, ho imparato anche a dare valore e a rispettare la vita degli altri. Cerco di non giudicare nessuno, rispettare le decisioni degli altri, non fare ricatti, allontanarmi se non mi chiedono aiuto, non dare consigli se non richiesti e non far nessun tipo di ricatto a nessuno. E non aspettarmi neanche nulla, perché quando mi aspetto qualcosa, entro in una fase di aspettativa, mi piacerebbe qualcosa, strumentalizzo gli altri. A volte è complicato e devo fare uno sforzo.
Agisco
Quando ho un problema o mi capita qualcosa, agisco. So che è l’unico modo di uscire dalle situazioni che non mi piacciono. Affronto i problemi, li analizzo, ci penso attentamente e, quando arrivo ad una decisione, agisco e faccio qualcosa per superarli. E funziona. Non serve a niente stare fermo, lamentandomi, girando e rigirando, se non faccio nulla.
Amo
Perché ho scoperto che tutti necessitiamo l’amore. Così ho deciso di dire ti amo alle persone che amo, dimostrar loro l’affetto con parole e gesti. E amare sinceramente.
Cerco di vivere con umorismo
Perché l’umorismo è imprescindibile per affrontare la mia vita.
Non so perché, però nel mio cammino rido molto: sarà perché sono rilassato, senza contrazioni, per l’euforia stessa della situazione: il fatto è che rido e mi fa sentire molto bene. Tutta una terapia. Così ho deciso che, ogni volta che posso, rido e cerco le situazioni che mi portano riso e buon umore.
Mi piace comunicare
Mi lascio sorprendere dalle persone, intendo mostrarmi come sono e aprirmi agli altri e a quello che possono comunicarmi. Ascolto, parlo e comunico. So che la comunicazione sincera e affettuosa tra gli esseri umani è il meglio che può capitarmi.
Parlare e ascoltare la gente senza fretta, con affetto, è uno dei grandi piaceri che posso trovare in questo mondo. Lo rende meno strano, più caldo, più umano.
Do valore agli amici
So che nel cammino della mia vita è fondamentale contare sugli amici sinceri che mi accompagnano, anche se solo per un piccolo tratto. A volte è duro camminare, ma diventa molto semplice e financo emozionante quando conto su una buona compagnia.
La vera amicizia è una delle meraviglie di questo mondo. Devo tenere in conto i miei amici.
Nel cammino sembra facile diventare amici: voglio utilizzare la stessa tranquillità e apertura per trovare amici nella vita.
So che esistono diversi tipi di amici: ci sono quelli, e sono la maggioranza, con cui condividi tutto, e ci sono quelli con cui condividi alcune cose e ci sono anche ancora altri…so che a ciascuno puoi chiedere solo ciò che possono darti. Tutti sono importanti.
E anche che gli amici ci stanno per quello che vogliamo e (e questo ci costa molto accettarlo) per quello che non vogliamo. Non posso esigere nulla, solo ringraziare.
Mi sforzo
Vale la pena raggiungere con lo sforzo personale le mete che mi propongo. So che, se voglio, posso.
Sono aperto alla vita
Quando meno me lo aspetto, mi può capitare qualcosa di meraviglioso. Cammino con gli occhi ben aperti e approfitto di quello che mi appare nel percorso del cammino. Così che se qualcuno mi invita per un caffé dico di si.
Vivo con passione
Voglio vivere pienamente, sfruttando tutto ciò che provo.
La vita è piena di sensazioni, non voglio lasciarle scappare per la fretta e la routine. E, soprattutto, la vita è piena di persone meravigliose che non posso lasciar che passano al mio fianco senza apprezzarle.
Approfitto della musica
La musica e il canto mi danno una allegria e un’emozione speciali.
Così ho deciso di inondare la mia vita di musica: la mattina ascolto musica, mentre cammino, in casa, vado regolarmente ai concerti, seguo un corso di musica classica e ascolto buona musica sempre. Serve per rilassarsi, per animarsi, per sentire o per suonare. So che la musica è capce di modificare il mio stato d’animo. E la utilizzo.
Cerco nuovi cammini
In alcune occasioni è necessario lasciare le situazioni comode e cercare nuove strade.
Non ho timore di arrischiarmi in situazioni nuove o nuove relazioni, se non lo faccio non saprò mai cosa mi sto perdendo.
Sempre avanti
“non arrenderti, né ritirarti mai
Vicino al cammino, non dire mai
Non posso più e mi fermo qui”
Sempre verso avanti: non voglio guardare verso dietro
Faccio il mio proprio cammino
So che devo fare il mio proprio cammino e sono deciso a farlo.
Sono mattiniero
E ben mattiniero…puoi veder albeggiare. Nel cammino ci alziamo con il sole perché abbiamo un obbiettivo, una priorità che ci spinge, un entusiasmo e un amore per la vita. L’attenzione è centrata sul compito assegnat. Non ci sono fughe di energia, nn ci sono contaminazioni inutili. Si vive il presente. Si sfrutta la vita con vitalità e passione.
Per questo ho deciso di essere mattiniero: mi sveglio presto e approfitto di queste prime ore, all’albeggiare, con calma, per fare yoga, meditare, e visualizzare un giorno perfetto nel quale ringrazio tutto quello che il giorno mi offre. E funziona: cominciare bene la giornata, con calma, tempo e spirito positivo, aiuta molto a vivere con passione e allegria.
Mi corico presto
Per essere mattiniero è necessario coricarmi presto: così ho anticipato l’ora di andare a letto. Prendo un momento di rilassamento e di riflessione sul giorno, scrivo il mio diario e, tranquillo e calmo (senza televisione, senza notiziari) mi corico e dormo tranquillo.
Cerco di vincere le mie paure
“L’universo favorisce i coraggiosi. Quando decidi di elevare la tua anima al suo più alto livello, la forza del tuo spirito ti condurrà ad un luogo magico, pieno di tesori di valore.” E’ necessario affrontare e superare questi timori infondati che a volte mi invadono e mi paralizzano. “le paure stanno nella mia testa” ci disse una pellegrina quando ci raccontò di aver dormito all’aperto in campagna da sola e le dicemmo: che coraggio! Nella mia vita non c’è nulla che mi paralizzi dal vivere pienamente più della paura, così ho deciso di fronteggiare le mie paure, affrontarle e superarle.
E’ necessario porsi in movimento, approfittare della sensazione di essere capaci di fare un primo passo, e poi un altro e rimanere aperto a quello che il cammino ti presenta beneficiando della calma.
La vita è un regalo: ringrazio
“non dimenticare mai l’importanza di vivere con gioia traboccante. Non trascurare mai la squisita bellezza di tutti i viventi. Oggi, e il momento che condividiamo, è un regalo. Centrati nel tuo proposito, fai il tuo cammino, l’universo si incaricherà di tutto il resto.”
Voglio vivere la vita al massimo, come se ogni momento fosse l’ultimo: se cammino, cammino, se dormo, dormo se sto con una persona, sto con una persona, se rido, rido, se piango, piango, se amo, amo…voglio stare e fare qui e ora, concentrato in quello che sto facendo, solo una cosa per volta, evidenziando le priorità.
Penso che la vita, tutto considerato, è una grande opportunità per imparare a vivere intensamente. Andiamo, che altra alternativa ci rimane se no vivere intensamente?
Cerco il cammino giusto
Un giorno ho letto questa domanda “come ci renderemo conto di essere sul cammino giusto?”
Io so quando sto su questo cammino, lo noto dentro di me e mi sento in pace, padrone della mia vita, con pensieri positivi, con relazioni affettuose e sincere con le persone, libero, allegro e pieno di energia. Questo cerco e per questo cammino volgio andare. E quando non mi sento così, fermo un po’ e vedo se ho sbagliato cammino. Torno indietro se è necessario fino ad incontrare di nuovo le mie frecce gialle.
La vita è piena di “segnali” che mi indicano il cammino che devo seguire. Così che ho deciso di fermarmi di quando in quando, riflettere, scrivere il mio diario e vedere questi segnali che la vita mi sta dando perché li segua.
Non mi lagno
So che, se voglio, di motivi per lagnarmi me ne avanzano. La vita non è giusta, né tutto va come io vorrei. Questo già lo so, così che ho scoperto che lagnarsi non serve a nulla. Nel protestare e nel lamentarmi perdo la mia energia e mi creo un’ansia inutile. E’ necessario trovare la calma in verità, accettarmi e conoscermi senza paura, imparare a vivere solo. Voglio amare quello che E’, accettare e dedicare le mie energie a cambiare quello che non mi piace, a migliorarmi interiormente e a vivere la vita così com’è.
Faccio cose per avvicinarmi alla mia teoria del clic
“la teoria del clic”. Ho inventato un oggetto circolare con una gamma di colori. Poniamo che da una parte stia il rosso e all’altro lato il verde. Nel mezzo c’è come una specie di freccia (che si suppone sia il nostro stato personale) che si muove e, secondo dove indica, così ci sentiamo. Per fare un esempio che di certo è capitato a tutti: quando la freccia indica il colore verde e fa clic è quando ci sentiamo del tutto a nostro agio, rilassati, con alta autostima, liberi, sorridenti, esultanti, allegri, vitali, dominiamo la situazione, una calamita per gli altri…sicuramente ti sei sentito così. Il male è quando la freccia comincia a muoversi e si esce dal “clic” e cominciamo a sentirci male, insicuri, ansiosi, di cattivo umore, lagnosi…(non continuo, di certo di questo teniamo molta esperienza).
Il grado di questa situazione è progressivo e possiamo arrivare fino all’estremo rosso (del pericolo) nel quale ci sentiamo malissimo. Comunque , senza dubbio ci sono situazioni e nostre azioni che fanno si che questa freccia si muove fino a un colore o all’altro. Se facciamo certe cose la freccia punta il verde, se ne facciamo altre indicherà il rosso. Nel corso della vita, quasi senza accorgercene, col non fare nulla, arretriamo implacabilmente verso il lato rosso.
Nel fare il cammino di Santiago, fai che la tua freccia faccia Clic. Dunque suppongo che ci siano molte altre cose nella vita che si possono che fanno Clic. L’importante è fermarsi a pensare tranquillamente, senza confusione e cominciare ad agire. Per dirlo in un altro modo “le cose si fanno”, così tanto le semplici che le complicate.
Così ho deciso di fare quelle cose che mi fanno sentire il clic e non fare le cose che mi fanno sentire male.
Semplifico
Mi sono reso conto di quanto poco occorra per vivere. E’ strano che, man mano che faccio il cammino, mi vado distaccando da sempre più cose, scopro che sempre arriva ciò che necessito e il piacere di condividere. La lezione è che posso vivere con molto poco e non sentirmi per niente uno sventurato. Però come parliamo in modo analogo per la vita, direi che a mio giudizio, nel cammino della vita mi sono caricato con oggetti e beni che l’unico effetto che hanno è un carico che logora la mia vitalità con la preoccupazione di mantenerli e controllarli. E accumulo persone per la paura della solitudine e l’insicurezza, che sono una zavorra per il mio camminare. Riassumendo, che mi sto dilungando, ho deciso di selezionare e semplificare, per camminare nella vita libero, leggero e vitale.
Senza accorgermi nella mia vita cado in trappole ed abitudini che non mi piacciono e che faccio senza sapere molto bene il perché. Persone che non mi dicono niente e con le quali continuo a perdere tempo. E’ necessario semplificare le mie relazioni e scegliere quelle che valgono la pena.
Se non mi gusta una situazione intendo cambiarla.
“in realtà vivere non è tanto difficile. Sono io che mi complico la vita”.
Semplificare è una degli insegnamenti che più ho preso sul serio e che ho cominciato a praticare nella mia vita quotidiana: non voglio accumulare cose, né relazioni, né sentirmi imprigionato, voglio camminare libero e con equipaggiamento leggero.
Ho fatto una scoperta: non è male stare solo
Se riesco perfino a sopportarmi, essere capace di star con me stesso e essere felice, ho ottenuto la cosa più importante della vita, non mi sentirò mai solo e non necessiterò di nessuno, così semplicemente condividerò e apprezzerò senza ansietà né tensioni.
Che lezione importante per me: sapere che cammino solo e che non accade nulla per questo, rilassa molto capire che tieni te stesso e che questo è l’importante, con te stesso devi andare d’accordo e sentirti a tuo agio. A partire da questo pensiero, le relazioni assumono un’ altra percezione: sono sincere e libere, senza ricatti né ossessività.
Ho imparato a prendere le distanze
Ho scoperto che è molto sano per la mia vita prendere le distanze di quando in quando dalla famiglia, dalla mia città, dagli amici, dall’intorno che mi circonda sempre e nel quale collocato e , a volte, imprigionato. A volte gli alberi non mi lasciano vedere il bosco. Allontanarmi, oltre a darmi un’altra prospettiva, fa si che veda la mia vita con più chiarezza e dia più valore alle persone che abitualmente condividono la mia vita.
Quante volte, nella voragine della vita quotidiana, abbiamo sognato di perderci in un luogo recondito e godere della pace e della tranquillità? Poi nel cammino esiste questo luogo sognato, nel quale mi perdo e incontro me stesso. Ora so che necessito cercare questa solitudine e questi momenti di silenzio e cambiamento.
Vivo il presente
“ciascun momento della mia vita è fondamentale. Devo vivee ogni respiro come se fosse l’ultima inspirazione della mia vita. Tutto è vita e mai saprò cosa è meglio per me. Quello che aviene: è bene? È male? Chi lo sa. So che tutto quello che ni accade ha una ragione.
Fruisco del mio tempo con calma
“come sono necessarie le conversazioni tranquille, senza orologio, saltando da un tema di conversazione all’altro, disseminate da risa sane, come rasserenare l’animo” ora non voglio andare per la vita trascinato, correndo sempre, senza godermi nulla, senza aver tempo per far nulla con calma, tempo per me. Ho deciso di semplificare e fare solo quello che posso fare. Organizzarmi e godermi il mio tempo, la cosa più importante che possiedo. Una sola cosa alla volta e apprezzandola.
Sono più cordiale
Che sorpresa quando nel cammino ti salutano, ti sorridono, ti abbracciano…e perché non farlo io nella mia vita? E lo faccio e funziona nello stesso modo. Ho deciso di essere più cordiale con la gente che mi circonda. Offrire un sorriso.
Accetto
Quando qualcuno mi invita per un caffé, accetto.
Voglio essere meno rigido, rilassarmi e apprezzare quello che la vita mi propone. Accettare ed essere aperto alla vita.
Manifesto
Quando sto con qualcuno che amo glielo mostro con manifestazioni di allegria e di affetto. So che è necessario esprimere e mostrare quello che sentiamo.
Cerco “il flusso”
Ho letto che gli psicologi chiamano questa sensazione “il flusso”, o anche “ la zona zen”, o più comunemente “stato di grazia” o armonia perfetta. E’ la felicità che uno sente quando nota che tutto fluisce, che il tempo è tuo, che intorno a te non c’è confusione, né interferenze, che hai afferrato magicamente il “qui e ora”. Si tratta di uno stato fisico, intellettuale ed emozionale che mi trasporta in un’altra dimensione.
Lo conosco e voglio provarlo molte volte.
Rischio
In modo inconscio e per natura, cerco la sicurezza, tuttavia ho scoperto che la sicurezza è, oltre che impossibile, una trappola per la vita, così preferisco (e vivo) come dice il poeta.
Confido
Ho imparato che non vale la pena preoccuparsi inutilmente per niente; voglio avere fiducia, essere positivo, sapere che tutto in questa vita ha una soluzione e che le cose che mi succedono sono quelle che devono succedere.
Do valore alla natura
Credo che sia necessario tornare a dar valore agli effetti meravigliosi che la natura e i suoi rumori benefici ( il mormorio del fiume, il canto degli uccelli) hanno sull’organismo. Mi sento sveglio, rilassato, calmato, pieno e felice. Nel cammino la natura in tutte le sue possibili manifestazioni ti circonda, proiettando sull’organismo sensazioni terapeutiche che esercitano il loro effetto benefico senza che io debba fare niente di speciale, solo esseri e approfittarne con gli occhi ben aperti. Così ho deciso di andare più che posso a camminare per i campi.
Lavoro per l’allontanamento
Una lezione difficile e fondamentale da imparare nella vita è quella dell’allontanamento. Sapere che il cammino della vita devo farlo solo, per quanto ci siano persone che appariranno, mi accompagneranno, mi aiuteranno, saranno i miei angeli, però un giorno avranno da seguire il loro proprio cammino e io il mio. Per questo ora valorizzo molto tutte queste persone che in qualche momento della mia vita mi hanno accompagnato (anche se ora non ci sono più) e so che questi momenti furono fondamentali. Però non rimango a rimpiangerli: fecero il loro lavoro e ora, nel cammino quotidiano, appariranno nuove persone che pure saranno importanti. Devo lasciar andare e ringraziare.
Imparo dai miei errori
Se commetto errori, dovrò pagarne le conseguenze. Però gli errori si possono riparare, così che non perdo il tempo: quando commetto un errore intendo rimediarlo al più presto, imparare la lezione e dimenticarlo.
Sono più paziente
Quanto più sono paziente, tanto più facile mi risulterà accettare le cose come sono e trovare la pace interiore. Divenire paziente implica aprire il cuore al momento presente nonostante quello che non mi piace.
Do valore ai posti speciali
Si possono trovare posti emblematici che, per la loro storia, per l’arte, per l’energia dei secoli, fanno si che in essi mi senta bene. Vale la pena goderseli con calma e imparare dalla loro saggezza. Quando posso, vado e cerco questi posti belli e speciali e ne approfitto con calma.
Apprezzo il silenzio
Ho scoperto che il silenzio è fondamentale nella mia vita e lo cerco: stare un momento solo e in silenzio, ascoltare il mormorio della natura, sentirmi in calma. So che è l’unica maniera di trovare me stesso.
La mia quinta ora
“la quinta ora”. “ vedrai, mi dico, ho scoperto qualcosa che, per me, in questo momento è fondamentale. Incomincio a camminare ogni giorno con entusiasmo, sono solito impiegare cinque ore nel fare il mio percorso. Quando arriva la quinta ora sono molto stanco, mi duole tutto, sento che non potrò continuare a camminare, le vesciche, la schiena…e, tuttavia, nonostante questo dolore, le mie limitazioni, continuo a camminare e continuo ad incontrare gente meravigliosa, e paesaggi preziosi e, quando infine arrivo alla meta, mi sento l’uomo più felice del mondo. Così ho scoperto che la la vecchiaia è come la quinta ora del cammino: so che nonostante i miei acciacchi, il mio deterioramento, i miei dolori, posso continuare a vivere, e voglio continuare sfruttando tutto ciò che la vita mi porge. La mia quinta ora della vita può essere meravigliosa e voglio arrivare alla mia meta finale con dignità, sapendo quello che ho tentato.
Vivo senza notiziari
Scoprii che nel cammino non mi mancavano, né sentivo la necessità delle notizie, né della televisione, radio o dei quotidiani. Non mi portano altro che inquietudine, negatività e menzogne. Così mi sono detto: e perché non smettere di ascoltare queste notizie manipolate? Così sveglio con la musica, ascolto musica, leggo di più, vedo film, rifletto, parlo, medito e mi sento molto meglio.
E se posso torno sempre al cammino
So che per ricaricare le pile, per tornare ad imparare, sempre c’è il cammino a cui posso tornare e al quale penso di tornare. Tutto quello che ruota intorno al cammino, le persone che ho conosciuto, i ricordi, l’essere ospitalero, il parlare con gli altri pellegrini, me provoca una grande sensazione di allegria e benessere. Così che, quando tutto va male, mi resta sempre il cammino.