di Riccardo Carnovalini
Sulla costa di Roma fino a Civitavecchia abbiamo camminato nella prima settimana di camminAmare.
Il prologo del 12 giugno giugno ci ha mostrato angoli inconsueti della capitale. La pista ciclopedonale a stretto contatto con il Tevere ci ha portato sotto la città turistica. Il silenzio e l'intimità vicini eppure lontani dal Colosseo e dalla fontana di Trevi straripanti di turisti “mordi e fuggi”.
Sul Tevere ci ha accolto l'associazione Marevivo con i saluti augurali della presidente Rosalba Giugni. L'indomani, alla Città dell'Altra Economia, che ha sede nell'ex mattatoio del Testaccio, e che concentra iniziative innovative di produzione, ristorazione, commercio, documentazione e ricerca, il via ufficiale al Roma-Elba-Luni. Alla partenza i saluti dell'economista Alberto Castagnola e un lungo tratto di cammino condiviso con il noto illustratore Maurizio Rossi che non ci ha fatto mancare i tipici “maritozzi”.
Abbiamo seguito il Tevere sulle due sponde, calcando la pista ciclopedonale, che si è però bruscamente interrotta a Mezzocamino, in corrispondenza del GRA grande raccordo anulare. Il collegamento Roma-Ostia per bici e pedoni, è ancora un sogno, perciò si rischia la vita nel tratto da Mezzocamino a Casalbernocchi per scavalcare guardrail tra Via Del Mare e Ostiense e per camminare a fianco a un traffico impazzito che non contempla i pedoni né i limiti di velocità. Quando si ritrovano gli argini del Tevere e ci si dirige ad Ostia Antica, si ha la sensazione di essere scampati a un pericolo vero. E si capiscono le proteste delle tante realtà che chiedono da tempo un collegamento Roma-Mare a bassa velocità.
Alla Pro Loco di Ostia il merito di averci garantito una cena e un giaciglio per la prima tappa in cammino del nostro viaggio a piedi lungo il tirreno. La domenica 13 giugno è stata la giornata dell'arrivo al mare, alla foce del Tevere. Un mare non balneabile, come indicato anche dai cartelli, persino quello a fianco al Lungomare della Salute di Fiumicino. Un mare in gabbia, confinato da scogliere costruite a difesa dei brandelli superstiti di spiaggia del territorio comunale di Fiumicino. Ma il problema dell'erosione diventerà un motivo ricorrente, il problema vero del litorale, e il porre scogli di fronte all'arenile la soluzione universalmente adottata.
Fra Fregene e Ladispoli abbiamo incontrato la prima duna fiorita, abbiamo visto la posidonia, un bioindicatore della qualità del mare, abbiamo dipinto e fotografato il castello Odescalchi, il primo edificio degno di nota della nostra risalita lungo il mare dalla capitale fra tanta edilizia becera che nulla ha da invidiare alla peggiore periferia romana. Il quinto giorno, da Ladispoli a Santa Severa, è stato il giorno del poligono di tiro di Furbara, che abbiamo provato ad attraversare sulla battigia e che non ci è stato permesso da un solerte maresciallo dell'aviazione che ci ha spedito “suo malgrado” all'Aurelia.
Un mare invitante e trasparente ha accompagnato i nostri passi verso Santa Marinella. Il grande porto Riva di Traiano, alle porte di Civitavecchia, ha reso irriconoscibile il litorale, impedendo i confronti con le foto del passato e facendoci sentire fuori tempo e fuori luogo. Noi, alla ricerca di riconoscibilità in un mondo che ha nella “riqualificazione” il suo credo e le sue strategie politiche. Gianluca Bonazzi ha materiale e spunti continui per i suoi scritti e inanella riflessioni e acrostici, Claudio Jaccarino dipinge il suo volume Touring degli anni '60 sulle marine del Tirreno, Riccardo Carnovalini conduce la sua indagine fotografica, foto di Italo Zannier del '71 alla mano e le stesse sue del camminAmare 1985 da Trieste a Ventimiglia.
I primi 122 km sono alle spalle. Dopo un giorno di sosta a Civitavecchia, ospiti della Pro Loco locale, si prosegue sui litorali viterbesi prima della costa toscana.
Gli appuntamenti riportati sul sito sono precisissimi: vi invitiamo ad unirvi a noi per un'esperienza unica del viaggio
Claudio Jaccarino, Gianluca Bonazzi, Riccardo Carnovalini