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Il sogno

ponti di luce 3
Il sogno di un solo uomo è solo un sogno, il sogno di molti uomini può cambiare il mondo

Nell’agosto 2006, mentre percorrevo per la prima volta il cammino di Santiago mi appariva chiaro giorno dopo giorno, passo dopo passo, come il cammino fosse lo strumento più potente e più veloce per elevare il livello di consapevolezza degli uomini. E un giorno ho “visto” la terra circondata dagli innumerevoli cammini spirituali “dimenticati”, una ragnatela di linee di luce pulsante. Ho “visto” tutta la terra, tutta l’umanità fare un salto quantico, la consapevolezza e il “paradiso” del cammino di Santiago riversato su tutta la terra e su tutta l’umanità. Un pensiero limpido, chiaro, inequivocabile mi ha attraversato la mente: voglio dedicare la mia vita alla riattivazione degli altri cammini. Nel maggio 2007 sono tornata sul cammino di Santiago e, di ritorno da Finisterre, ho percorso circa 700 km della via Francigena. In questo secondo cammino ho cominciato a portare “nel quotidiano” quanto sperimentato sul cammino di Santiago e il mio sogno ha cominciato a prendere forma.
Come dice un cartello affisso in uno degli Aubergue per pellegrini, forse Tosantos, Il sogno di un solo uomo è solo un sogno, il sogno di molti uomini può cambiare il mondo; parlando con altri, pellegrini e non, del mio sogno, sempre più mi accorgo che è un sogno condiviso, così che credo sia possibile, sognando insieme trasformarlo in realtà.
Cerco di seguire le frecce gialle sul mio cammino della vita e di affidarmi ad esso per proseguire.
Per ora ho chiara la direzione e alcuni passi, mi incammino fiduciosa, certa del sostegno dei fratelli pellegrini, stiano essi percorrendo cammini sui sentieri della terra o sui sentieri della vita.
Infatti tutti noi “costruttori di ponti” lavoriamo ad un fine comune e, sia che ci incamminiamo per centinaia di km con uno zaino sulle spalle, sia che lavoriamo fermi in un luogo per costruire ponti tra modi di essere, pensare e vivere diversi, siamo comunque pellegrini nel cammino della vita, alla ricerca di noi stessi, dell’incontro con l’altro, del senso di fratellanza e contatto con la divina scintilla dentro e fuori di noi.
Le due modalità di costruire ponti possono alimentarsi a vicenda ed accelerare il processo di cambiamento dell’umanità. Per favorire ciò, uno dei processi che intendo stimolare è la costituzione di centri lungo il cammino che offrano ospitalità ai pellegrini, ma che siano anche centri di crescita spirituale, artistica e culturale aperti a tutti.
Naturalmente a tale fine è necessario il lavoro, l’impegno e la convinzione di molti, è necessario un lavoro collettivo.
Per dare visibilità al mio sogno ed ai cammini, percorrerò quindi durante quest’estate tutta la via di Sigerico, da Canterbury a Roma. Sarò lieta di condividere una o più tappe con chi lo desideri. Se vuoi camminare con me puoi consultare il calendario e contattarmi.
Desideravo percorre la via di Sigerico già quest’anno, ma ha prevalso la paura di ritrovarmi a camminare sola per oltre tre mesi: sono tornata a Santiago per ricevere forza e solo dopo ho percorso un tratto della francigena. L’esperienza di quest’anno è stata straordinaria nell’insegnarmi che siamo davvero tutti fratelli e che se ricordo di essere un pellegrino affratellato ai miei simili tutti i cuori e tutte le porte si aprono.
Ora non ho più paura, così partirò per un cammino di 1800 km e tre mesi, attraversando 4 stati. Nel frattempo qualcosa è cambiato rispetto al mio desiderio della scorsa primavera: ora sento il mio cammino non più solo come esperienza individuale, ma anche come testimonianza di quanto appreso e come “pubblicità” al mio sogno.
Mentre preparo il cammino per la prossima estate e cerco contatti e sedi per i centri, sto scrivendo dei miei scorsi cammini, qualche brano lo inserirò ma mano nel sito nella pagina aperta a tutti: storie di cammini, in futuro vorrei raggrupparli in un libro.
Un’altra iniziativa riguarderà “cammini guidati”, percorsi di una decina di giorni in piccoli gruppi, per chi sente il richiamo del cammini, ma ancora non si sente pronto ad affrontarlo da solo.
Infine essendo mio obbiettivo trasformare in realtà un sogno condiviso nel sito c’è un forum, come pure una bacheca.
In questo mio cammino mi sento sostenuta, in quanto lavoriamo ad un obiettivo comune, da tutti coloro che costruiscono ponti, sia camminando sui sentieri della terra che della vita, come pure da tutti quanti credono nel mio sogno al punto da sponsorizzarlo, o renderlo visibile parlandone sui media.


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