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La Via francigena in Inghilterra e Francia

Per chi ha percorso il cammino di Santiago, percorrere la Via Francigena, soprattutto il tratto non italiano è un’esperienza incredibile. Qui si incontrano difficoltà, di percorso, di segnaletica carente o ambigua o contraddittoria, mancanza di alloggi predisposti, mancanza di pellegrini con cui condividere il percorso, che sul cammino di Santiago non abbiamo neanche ipotizzato. Queste difficoltà potrebbero spaventare chi si avvicina ad un cammino per la prima volta, quindi ti sconsiglio di percorrere la Via Francigena, soprattutto da solo se non ti senti già “pellegrino”, grazie ad un precedente cammino a Santiago o grazie ad altri tuoi personalissimi percorsi. Se ti senti pellegrino, la Via Francigena ti offrirà la possibilità di sperimentare una meravigliosa verità: se porti con te il paradiso sperimentato a Santiago, se senti costantemente il tuo essere pellegrino nel mondo, se cammini senza difese portando il tuo cuore nelle tue mani nude, tutte le porte ti si apriranno. Sulla Francigena puoi sperimentare la meraviglia di portare il paradiso conosciuto sul cammino di Santiago nella tua vita quotidiana.
Si può decidere di percorrere la Francigena “razionalmente” telefonando per tempo per trovare alloggio, consapevoli che trovarlo non è così scontato come sul cammino di Santiago. In questo caso è bene telefonare qualche giorno prima, programmare piuttosto nel dettaglio le tappe ed essere pronti a spendere con una certa frequenza per alloggi in alberghi o Chambres d’Hôte. Sarà anche bene partire in due, sia perché spesso le camere singole e doppie costano lo stesso prezzo (o prezzi molto simili), sia perché dormendo in chambre d’hotel e altre soluzioni “ufficiali” spesso ci si potrebbe sentire soli, troppo spesso per trovarlo piacevole.
Oppure si può percorrere la Francigena, forti di quanto sperimentato sul cammino di Santiago, affidandoci alla provvidenza. Camminare col cuore aperto ed accogliente, senza nulla chiedere ma sempre pronti a dare e a ricevere. Allora molte porte si apriranno e spesso, un sorriso e un saluto verranno ricambiato con l’offerta di una cena o di un letto.
Ho percorso la Via Francigena per sperimentare se fosse possibile portare nel quotidiano quanto vissuto nel cammino di Santiago, quindi ho cercato di essere sempre aperta e confidente nella provvidenza. Prima di partire ho però contattato diverse persone che vivono lungo la via e che fanno parte delle associazioni per la pace, hospitality club (www.hospitalityclub.org) e Servas (www.servas.it, www.servas.org) che hanno fatto dell’ospitalità uno strumento d’elezione per cambiare i rapporti tra gli uomini. Poco prima di partire mi sono iscritta anche a coach surfing (www.coachsurfing.org) e a Calais sono stata ospitata da Marc di tale associazione. Mi è capitato di essere ospitata da persone conosciute lungo la via, o da amici di chi mi ospitava. Ho anche utilizzato la lista di ospitalità dell’Associazione Via Francigena internazionale, gentilmente offertami da François Louviot (Presidente dell’Associazione Via Francigena France) e le indicazioni presenti sulla guida di Paul Chinn e Babette Gallard.
Nelle diverse tappe elencherò le informazioni in mio possesso. Spero in tempi brevi di stilare anche una lista, di ospitalità e di altre informazioni utili. Suggerisco comunque di interessarsi ed iscriversi, indipendentemente dal percorrere la via Francigena, alle associazioni Hospitality club e Servas che con i loro principi ed obiettivi hanno grandissima affinità con il mondo “pellegrino”.

La segnaletica è carente, ambigua, contraddittoria. Ripeto quanto già detto nell’introduzione: Per ora il mio consiglio è seguire la segnaletica SOLO SE, ripeto, SOLO SE qualcuno (pellegrino, rigorosamente pellegrino) lo ha fatto e vi garantisce che è affidabile, oppure, se corrisponde a quanto avevate intenzione di fare (seguendo i miei appunti o la guida inglese, o le vostre carte o altro).

Negozi, bar, ristoranti, punti internet.
In Francia si attraversano paesi semi-inesistenti, si può camminare per giorni senza incontrare un negozio. I bar sono rarissimi e non hanno nulla da mangiare. Nulla significa che per fare colazione dovete procurarvi brioche o biscotti in una boulangerie o negozio e portarvela nel bar. E’ bene quindi, molto più che sul cammino di Santiago avere sempre qualcosa da mangiare nello zaino. Nei paesini passano pulmini boulangerie e alimentari ma voi andate a piedi e potreste mancare tutte le soste del pulmino lungo il percorso.I punti internet naturalmente li trovate (pochi) solo nei grandi centri.
Non temete però sempre c’è una soluzione, io non ho mai saltato un pasto e anzi mi sono spesso trovata a rifiutare quanto mi offrivano perché era “troppo”. Quindi un po’ di previdenza, ma senza eccessive paranoie. Lasciate che sia il cammino a guidarvi, lasciatevi portare ed imparate a leggere i “segni” che il cammino vi dà. Sono segni meno evidenti delle frecce amarillas, tuttavia sono i segni che indicheranno la vostra via anche nella vostra vita quotidiana, nel cammino della vita. Se imparate a leggerli e a fidarvi porterete il paradiso con voi al vostro rientro a casa.

Naturalmente queste informazioni si riferiscono al percorso che io ho fatto, utilizzando stradine secondarie e sentieri. Altri tipi di percorsi incontreranno situazioni(di ospitalià, difficoltà, presenza di negozi etc) diverse: Non descrivo la Francia, ma solo il percorso specifico da me compiuto.




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