La conchiglia veniva anticamente (e spesso anche ora) raccolta sulla spiaggia di Finisterre dove la maggior parte dei pellegrini finiva il suo cammino. Quale luogo migliore infatti per fermarsi che “la fine della terra”? una lingua di terra che si protende nell’oceano e poi più nulla, per oltre cinque mila chilometri, fino alle Americhe, solo acqua. La conchiglia veniva usata come piatto e come ciotola per bere, in questo senso rappresenta la semplicità, di quanto poco in realtà necessitiamo.
La simbologia della conchiglia tuttavia va oltre questo, è una simbologia ricca e complessa presente in molteplici culture. Nel buddismo è uno degli otto simboli di fortuna ed è augurio di viaggio felice. “quello della conchiglia” era il nome dato dagli Atzechi al Dio della Luna, archetipo femminineo, signora delle acque, che presiede alla nascita della vegetazione e alla fecondità in tutte le sue manifestazioni.
Secondo i miti da una conchiglia è nata Venere, così raffigurata anche dal Botticelli e, in quanto collegata all’acqua, fonte di vita, la conchiglia è presso molti popoli simbolo di nascita e fertilità. Le fonti battesimali e le acquasantiere hanno spesso la forma di conchiglia in quanto essa è simbolo, per i cristiani, di rinascita e resurrezione. Le linee della conchiglia che partono lungo la parte allargata e si congiungono nella parte opposta ci ricordano che molte sono le vie, ma una sola la meta, che ognuno ha la sua strada, il suo proprio cammino, ma la meta per tutti è incontrare se stessi in fondo al proprio cuore. La conchiglia è anche simbolo dell’accogliere, del lasciar fluire, così come la conchiglia accoglie il mare senza trattenerlo, così noi dovremmo lasciar fluire la vita senza cercare di fermarla.
Infine la capacità di produrre perle, in risposta ad uno stimolo irritante, ci ricorda come ogni sofferenza, ogni disagio, può essere trasformato in un occasione per crescere, ogni ferita può divenire il nostro specialissimo gioiello.