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La Tau e i costruttori di ponti

cammino san francesco ponte di gallitau

Uno dei simboli dei pellegrini è rappresentato dalla Tau, il cui significato è poliedrico ed affascinante. La tau greca corrisponde foneticamente alla Tav ebraica, che in quanto ultima lettera dell’alfabeto simboleggia il “compimento”, il portare a termine, il frutto maturo. Il segno grafico della tav è costituito da una lineetta orizzontale che sormonta due lineette verticali, quella sulla sinistra mostra alla sua estremità una piccola curva. Essa rappresenta il nuovo inizio, il seme presente in ogni frutto, il ricominciare di un nuovo ciclo ogni volta che il precedente è giunto a termine.
La tau ricorda anche il bastone del pellegrino, sostegno nei momenti più duri, ma anche punto di equilibrio nell’avanzare. Il bastone rappresenta simbolicamente la “saggezza” che ci sostiene nei momenti di sconforto, ma soprattutto costituisce “la terza gamba”, punto di equilibrio tra le due modalità del procedere rappresentate dalle due gambe, mente e cuore, intelletto e intuizione, analisi e sintesi. Entrambe sono necessarie e la saggezza ci aiuta a spostare l’equilibrio da una all’altra per un buon cammino.
La tau è anche detta croce di san Francesco che la elesse a suo simbolo e firma.
Infine come simbolo dei cavalieri del tau ci ricorda i costruttori di ponti.
I cavalieri del tau infatti, nell’ambito del proprio ruolo di ospitalità, cura e difesa dei pellegrini erano anche deputati alla costruzione e riparazione dei ponti necessari lungo i cammini. Il loro strumento principale per tale attività ha appunto la forma del tau e la molteplicità di sue rappresentazioni ad Altopascio, sede del primo ospital dei cavalieri del tau suggerisce che la tau venisse da essi scelta come simbolo proprio per il loro ruolo come costruttori di ponti.
Questa ultima simbologia in qualche modo le racchiude tutte, infatti costruire ponti significa creare collegamenti tra luoghi, fisici e psichici, lontani. Permettere la connessione tra significati e situazioni apparentemente separati, significa unire invece che separare. Il realtà il significato stesso della parola simbolo è in qualche modo “costruttore di ponti”, infatti deriva da syn: insieme e ballo: porre, quindi porre insieme, unire, collegare.
E cosa sono in fondo i pellegrini se non costruttori di ponti che con il loro lungo cammino collegano luoghi lontani, modi di vivere e pensare diversi, gettano ponti tra se stessi ed il mondo ed i viventi.
Nel percorre i cammini sacri ci ritroviamo connessi all’unità di cui siamo parte e diventa chiara e insopportabile la profonda ragione delle nostre sofferenze: la separazione che avvertiamo nel nostro vivere quotidiano. Separazione dagli altri uomini, dal mondo, separazione tra le diverse parti di noi che non sappiamo armonizzare. La gamba destra e la sinistra combattono per condurci e non riconosciamo alcun bastone che ci aiuti a trovare un equilibrio tra esse.
Diviene quindi necessario imparare a creare ponti sempre, con tutti i mezzi: riattivando tutti i cammini possibili, percorrendo i sentieri della terra e della vita.
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