di Maria Morrone
mi raggiungi, mi sconvolgi
mi attraversi come lama, punta consacrata
trafiggi i miei occhi, con essi la mia anima
lacrime vermiglie danzano sul mio viso
confondono, nascondono i vecchi lineamenti
annullano il mio ego, la mia individualità
in te mi rifletto e guardo nel profondo
del male che mi avvolge
del bene che mi protegge
fiamme e nuvole sono il mio cammino
con piedi disfatti e mente svuotata
avanzo senza pretese, senza limiti
un anno, un mese, poco importa
un attimo, un istante, l’eternità
le mie vesti
le mie menzogne, la mia sincerità
gioielli di sole al mio collo
leggeri e scintillanti
riflettono bellezza e colore
sulla mia nudità
senza lamento, solo il mio fiato
avverte chi m’insegue
e il battito del mio cuore
chi di me ha pietà
corde lacere indicano il mio percorso
e i tanti sassi ammucchiati
le numerose rinunce.
Arresterò il mio marciare
all’altezza di quel recinto
sospeso, all’ombra del mondo
la stessa luce scorgerò in alto
tra i numerosi rami, simili a fil di ferro
non che braccia levate al cielo.
Garbagnate Monastero, 14 Dicembre 2006