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Se vuoi andare lontano cammina insieme

Sono molte le persone grazie a cui è stata realizzata questa mostra. Bisogna cominciare dal cammino e dalle foto: certo miei erano i piedi che hanno percorso tanti chilometri e miei gli occhi che hanno scelto cosa fotografare…ma se non ci fossero state le tante persone che in un modo o nell’altro hanno sostenuto il mio cammino, di certo queste foto non esisterebbero. Forse non esisterebbero per nulla le foto e la mostra, o forse esisterebbero foto diverse. Di certo, questa mostra, queste foto, sono il risultato di tutte le interazioni avvenute, di tutte le persone incontrate, di tutti coloro che mi hanno seguito. Comincio quindi col ringraziare i miei parenti che come regalo per il mio compleanno mi hanno donato un contribuito ai costi del cammino, le mie colleghe che mi hanno sostenuto e seguito e soprattutto hanno insistito perché comprassi una macchina fotografica. Poi tutte le persone che mi hanno ospitato, che hanno camminato con me, che mi hanno invitato a casa loro. Molte sono presenti nella foto qui affianco…ma quante mancano! Mancano persone come Gerard e Genevieve di Losanna, Omar e Federica di San Vincent, Carmine di Lucca, le suore di Peronne, che mi hanno ospitato a casa loro. Manca Simone che mi invita a cena ed a colazione e mi regala una maglietta e “baci di riso” della Francigena. Manca Pierre che mi ha dato istruzioni e un passaggio a Becanson e ore di commoventi racconti dei nostri cammini. Persone con cui ho condiviso molte ore…ore così intense che abbiamo del tutto dimenticato l’esistenza di una macchina fotografica. E mancano persone con cui ho condiviso brevi momenti come la suora frettolosa che dopo avermi chiesto dove sono diretta mi abbraccia, mi da un euro e dicendomi “prendi un buon caffè” corre via. Manca la suora che mi chiede il nome del sito per parlarne alla nipote paralitica perché “cammini” con le mie cartoline, Marisa che mi ferma per strada per invitarmi al bar a bere qualcosa di fresco. Le tantissime persone che mi invitano ad entrare in casa loro per rinfrescarmi, bere, mangiare, usare il bagno. Mancano le persone che hanno accompagnato, spesso scendendo dalla bicicletta, i loro passi ai miei. Mancano le due giapponesi incontrate alla cappella di Nostra Signora della Pace a Reims, che meravigliate dei miei origami in memoria di Fujuta, mi si avvicinano per parlare di cammini, cristiani e buddisti. Michel che, incontrato sulle dune, mi abbraccia e scrive sulla mia maglietta “un souvenir pour un encontre unique”; Anna, bielorussa senza lavoro e senza casa, incontrata alla parrocchia di Sarzana che mi regala uno yogurt dicendomi: “non posso invitarti a cena, ma almeno voglio regalarti questo”. Manca l’extracomunitario in bicicletta che inverte il senso di marcia per raggiungermi e donarmi manciate di ciondoli in pietra dura e Malik, senegalese che da Monteriggioni viene a Siena per incontrarmi. Manca l’africano che vende mercanzia a Sarzana e mi invita ad accompagnarlo coi bonchetti mentre suona lo xilofono di zucche. E Lorain incontrato per caso al campeggio di Suzy che ci procura alloggio per i due giorni successivi. Manca Fiore, rumeno che mi da un passaggio da Santa Cristina a Casalpusterlengo, e la coppia di equadoregni che mi accompagnano a casa mia. Manca l’uomo che mentre pago la cena ed il pernottamento a Les Archots mi da 10 euro dicendomi “per andare un po’ più lontano”. L’uomo a cui chiedo di riempirmi la bottiglia d’acqua e mi regala una coca-cola. La coppia che mi regala chili di frutta. Il bambino che, portando a mano la sua bicicletta, mi accompagna da Frasne le Chateau fino a Reims, un’intera giornata chiacchierando lungo il canale. Manca la campeggiatrice delle terme di Bagnaccio che mi regala un paio di mocassini dicendomi, mentre mi abbraccia commossa: “queste scarpe mi hanno portato in Terra Santa e ora tu portale a Roma”. E chissà quanti altri….
E poi ci sono tutti quelli che direttamente hanno contribuito alla realizzazione della mostra: Prima di tutto Marco, grazie alla sua disponibilità, abilità e competenza le mie foto sono diventate “una mostra”. Se le foto sono dovute al mio occhio e alla mia mano, il montaggio, la presentazione e la valorizzazione sono del tutto opera del lavoro di Marco.
Naturalmente grazie a tutti coloro che hanno contribuito a sostenere la mostra anche economicamente, singoli individui (Franca Locatelli, Annamaria Genga, Monica Mattana, Serena Fabbrini, Floriana Gavazzi, Delia Valsangiacomo, Massimo Matteoni, Gloria Cardace, Giuseppe e Giuseppina Serrano, Ermanno Morondo, Marina Morello, Daniela Solzi, Stella Della Pietra, Giuseppina Coraggio, Paola e Carlo Vailati Riboni, Riccardo Latini, Loredana Francinelli) ed istituzioni. Un grazie particolare al comune di Roma che ha sostenuto i costi dei materiali. Grazie all’interessamento dell’Associazione della Via Francigena che ha permesso che questa mostra avesse visibilità. E alla Confraternita che ha concesso l’uso delle immagini della credenziale. Grazie naturalmente alle amministrazioni ed ai privati che hanno ospitato e patrocinato la mostra ed a tutte le associazioni che hanno collaborato all’allestimento e all’organizzazione della mostra nelle diverse sedi..
E soprattutto, grazie alla Madre Terra ed al Grande Spirito, che, sempre, amorevolmente ci guidano.

E’ un grande piacere ed una forte emozione inaugurare la mostra a Roma: qui, dove il mio lungo cammino fisico si è concluso, inizia il cammino che mi permetterà di “raccontare” e condividere quanto ho vissuto. Il mio sentito ringraziamento quindi al Comune di Roma: la realizzazione della mostra è stata infatti resa possibile grazie al suo impegno per lo sviluppo della Via Francigena ed al suo supporto economico.
L’inaugurazione della mostra avviene in un’occasione importante. Essa è infatti parte del progetto della Rete dei Cammini “Prima Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni” di cui intende proseguire l’azione con un percorso lungo la Via che costituisca un filo conduttore ideale e fisico tra diverse realtà aderenti al progetto stesso. A tale scopo il progetto, se pur proposto dall’Associazione “Ponti di Luce”, si presenta come azione congiunta di diverse realtà agenti lungo il territorio italiano, che credono nelle enormi potenzialità e negli effetti sinergici di azioni congiunte. Ringrazio perciò le diverse associazioni che hanno collaborato nell’organizzare le esposizioni e nel mantenere i contatti con le amministrazioni locali. In particolare Il Gruppo dei Dodici che ha curato e promosso l’edizione romana della mostra. Grazie anche alle Associazioni Serra Morena, Transitum Padi, Thesan, Iubilantes, Giovane Montagna, Il pellegrino di Firenze, Itineraria. Ringrazio anche quanti, amministrazioni pubbliche o privati hanno messo o metteranno a disposizione sedi, concesso patrocini e collaborato all’organizzazione delle singole esposizioni: in particolare la Regione Lazio, e inoltre Provincia di Pavia, Provincia di Lodi, Comune di Orio Litta, Comune di Ivrea, Comune di Rovetta, Comune di Terranova dei Passerini, Agriturismo le Cascine di Terranova dei Passerini, Libreria del Teatro di Viterbo, il centro Ananda di Assisi, il Comitato Turistico ed il Liceo Serpieri di Viserba di Rimini.

Ringrazio inoltre l’Associazione Europea delle vie Francigene per il patrocinio e la divulgazione data al progetto.
Un grazie particolare all’Associazione per la Pace Servas
(www.servas.it) per il patrocinio e a tutti i soci Servas per aver condiviso quest’avventura, ospitandomi nelle loro case, camminando con me, accogliendomi a Roma e seguendo con amorevole attenzione i miei passi.
Ringrazio anche le tante singole persone che hanno collaborato a creare questa mostra, tutte le ringrazio per l'aiuto concreto e soprattutto per il sostegno datomi nei momenti di sconforto o difficoltà. Tra di esse un grazie speciale a Marina Morello per la revisione dei testi, Gloria Cardace per l'organizzazione della mostra a Rovetta, Salvatore Capirci per la collaborazione nell'organizzare e curare la mostra a Roma
Ad Oriano Rinaldo (www.pellegrinibelluno.it) che oltre ad aver costantemente aggiornato il mio blog con le cartoline che inviavo durante il cammino, ha gentilmente concesso l’utilizzo della sua foto delle mie scarpe all’arrivo e di altre foto fatte in Roma, va il mio infinito affetto.

Ma naturalmente il mio più grande ringraziamento va a te, che in questo momento stai leggendo queste parole: questa mostra è il mio piccolo modo di continuare a portare il mio e l’altrui saluto al mondo, il mio piccolo modo di ringraziare e condividere quanto ho ricevuto. Molti hanno collaborato a che ciò fosse realizzato…ma senza te che leggi e guardi tutto il nostro lavoro non avrebbe senso: sarebbe solo uno sterile esercizio di piccola vanità. Tu che sei qui ora a guardare le immagini, leggere i testi e lascarti trasportare sul cammino sei la ragion d’essere di questa mostra e per questo noi tutti ti ringraziamo.

La mostra itinerante “Porti il mio saluto al mondo” è una realizzazione di:
Immacolata Coraggio (Associazione Ponti di luce, www.pontidiluce.org:) ideazione, progettazione, testi e foto.
Marco Degli Esposti (Equipe Fotostudio–Bologna, www.equipefotostudio.it:) progettazione, progetto grafico, impaginazione, ottimizzazione immagini.




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