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Sono già in cammino


di Immacolata

Quando ti affidi tutto fluisce e tu fluisci col tutto...
Sperimenti questa realtà nel cammino e quando torni ne senti la mancanza. Il senso di separazione che pure prima nel tuo quotidiano era realtà indiscussa ora ti è insopportabile…
Così, tornata dal cammino, spinta dalla lacerazione dovuta al senso di “isolamento”, ho scoperto un segreto per sopravvivere anzi vivere la realtà ordinaria gioisamente anche nel quotidiano...
Quando mi sembra che la realtà esterna sia un muro duro e irremovibile che ostacola la mia vita, dico a me stessa "sono già in cammino" oppure "sono ancora in cammino"....ritrovo la sensazione di affidarmi che tante volte ho sperimentato sul cammino di Santiago e scopro con gioia e meraviglia che la realtà è mutevole, elastica, miracolosa e piena di provvidenza in ogni istante e in ogni luogo, purchè io sia un "pellegrino" pronto ad accorgermene.
Il mio primo esperimento esplicito di questa possibilità è avvenuto alla vigilia della partenza per il mio secondo cammino, cammino Aragonese con partenza da Lourdes. Avevo comprato i biglietti ferroviari per Lourdes all'inizio di maggio, un venerdì che ero in partenza, con lo zaino, per un fine settimana a Cuneo. E li avevo messi, biglietti e ricevuta dell'agenzia, nella tasca superiore dello zaino. Vado a Cuneo, torno e non ci penso più fino a che il sabato 26 preparo lo zaino per la mia partenza del lunedì.
Con un po’ di panico mi accorgo che la ricevuta è ancora li, ma i biglietti non ci sono...
Telefono all'agenzia, ma di sabato è chiusa. Il lunedì mattina vado in agenzia con lo zaino pronto senza sapere se di lì a poche ore potrò o no partire.
C'è una gran fila, una ventina di persone davanti a me. Un impiegata dice che chi ha fatto i biglietti in internet e quindi ha bisogno solo della stampa può passare avanti, così mi faccio avanti e le dico, che non ho fatto i biglietti in internet, ma li ho persi, però ho la ricevuta e magari loro possono ristamparli.
Mi assale: non è responsabilità loro, se li ho persi sono fatti miei, devo aspettare in coda e quando sarà il mio turno se c'è ancora posto sui treni rifaccio il biglietto (ripagando, tra l'altro a prezzo pieno visto che è per poche ore dopo!) o se come è più probabile non c'è posto partirò un altro giorno.
Mi siedo in attesa del mio turno e sono agitata, turbata, arrabbiata...e poi penso: “sono già in cammino, non devo preoccuparmi: o le cose andranno miracolosamente a posto oppure significa che per una ragione che io non posso conoscere è bene che prenda un altro treno”.
Rimango lì ad attendere per un'oretta, ma sono del tutto serena, in pace.
Quando arriva il mio turno è libero un altro impiegato, gli dico che ho perso i biglietti, ma siccome li ho comprati un giorno che avevo lo zaino e la ricevuta è ancora nello zaino non è che per caso li ho dimenticati li sul tavolo?
L'altra impiegata quella che mi aveva assalito, sente la parola zaino, vede il mio zaino e mi chiede “ma quando li ha comprati aveva lo zaino? lei è la signora dello zaino?”
Non capisco bene che importanza abbia, ma rispondo “si avevo lo zaino”
Insiste “ma li ha comprati moltissimo tempo fa?” “si- rispondo -circa un mese fa” e lei comincia a cercare freneticamente nei cassetti, scusandosi per la reazione di poco prima e racconta: quando sono andata a fare i biglietti non so bene come li ho persi nell'androne del palazzo dove al 2 piano c'è l'agenzia. Un altra impiegata (assente in quel momento) li ha trovati e si è ricordata di una signora con lo zaino che aveva fatto i biglietti per Lourdes, così li ha riportati in agenzia dicendo alla collega che ora li sta cercando "se passa una signora con lo zaino a cercare i suoi biglietti sono qui"
Ho riavuto i miei biglietti e sono partita senza problemi...
E mi sono ritrovata a pensare a come tutta la serie di coincidenze avesse un che di “miracoloso” come accade sul cammino: l'impiegata che li trova nell'androne e si ricorda di me, io che uso la parola zaino che funziona da apriti sesamo, etc etc e sopratutto come la situazione e la reazione dell'impiegata siano cambiate dopo il mio dirmi "sono già in cammino"
Sono molto umana e fragile, non sempre riesco a dire "sono già in cammino" "sono ancora in cammino", però ogni volta che ci riesco i miracoli accadono, accadono qui nella realtà ordinaria del mio quotidiano, come accadono sul cammino di Santiago.

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