Accoglienza
Pontremoli: convento dei cappuccini. Via Cappuccini, 2, Tel e Fax +39 0187 830395
Pontremoli: ostello Castello del Piagnaro, Porta di Parma, Tel +39 0187 831439,
cooperativapuntremal@libero.it,
www.comune.pontremoli.ms.it.
Terrarossa/Licciana Nardi: foresteria castello Malaspina, Tel. +39 0187 474911, Tel. +39 0187 474942 Cell. +39 339 8296074, Si accettano solo gruppi di minimo 5-6 persone
Aulla: chiesa di San Carpasio, Piazza Abbazia, Tel. +39 0187 420148, Cell.+39 339 6380331,
cultura@comune.aulla.ms.it,
perignon@alice.it,
www.sancaprasio.it. Donativo.
Aulla: fortezza La Brunella, Parco della Brunella, Tel +39 0187 409077 Fax +39 0187 420727,
coopnatur@libero.it
Sarzana (Liguria): convento San Francesco d’Assisi, Via Paci 8, Tel./Fax 0187 620356. Donativo
Massa: casa di accoglienza Caritas, v. Godola, 5, Tel. +39 0585- 792909, Cell. +39 339-5829566,
buragino@tin.it . Donativo
Massa: convento Cappucini, Piazza San Francesco, 3, Tel. +39 0585 42181. Donativo
Massa: ostello Internazionale Turimar, Via Bondano Mare, 4, Marina di Massa, Tel. 0585 243282 / Fax 0585 869925
info@ostelloturimar.com
Pietrasanta: casa diocesana La Rocca, Via della Rocca, 10, +39 0584 793093/94, Fax +39 0584 793093/94
casarocca@tiscali.it
Valpromaro: Parrocchia, Tel 0584 956028. Donativo
Lucca: ostello della gioventù San Frediano, Via d.Cavallerizza, 12 Tel +39 0583 469957, Fax +39 0583 461007,
ostello.san.ferdiano@virgilio.it,
www.ostellolucca.it
Altopascio: ospital e palestra (per gruppi), biblioteca, Tel 0583 216280, Ufficio Informazioni, Tel. +39 0583 216525,
turismo@comune.altopascio.lu.it. Donativo
Ponte a Cappiano/Fucecchio: ostello Il ponte dei Medici, Via Colombo, 237, Tel 0571 287049 297831, Fax 0587 53450,
pontemedici@ponteverde.it, cooperativa Ponteverde.
San Miniato: convento San Francesco, P.zza San Francesco 1, Tel +39 0571 43051, preavviso telefonico obbligatorio, Fax +39 0571 43398.
San Miniato: Misericordia di San Miniato Basso, Piazza Vincenzo Cuoco, 9, Tel/ Fax +39 0571 419455, Tel. 0571 419160, Cell. 339 8723682,
mario.giugni@libero.it,
www.misericordiasanminiatobasso.org. Donativo
Gambassi terme: parrocchia Santi Iacopo e Stefano, Via Volterrana, 59 Tel 0571 638208,
parrocchia@internetlibero.it. Donativo.
San Gimignano: convento San Agostino, Piazza Sant’Agostino, Tel. +39 0577-940383/907012,
sangimignanoconvento@yahoo.it. Donativo.
San Gimignano: Foresteria Del Monastero San Girolamo, Presso Porta San Giacomo, Tel 0577 940573, Fax 0577 940573
vallombrosane@virgillo.it
Colle val d’Elsa: comunità salesiana S. Agostino, Piazza S.Agostino, Tel. +39 0577.920195,
sdbcolle@tin.it:Donativo
Colle val d’Elsa: casa parrocchiale Le Grazie, Via Volterrana, 55, Tel. +39 0577 959068. donativo
Monteriggioni: casa per ferie S. Maria Assunta, Piazza Roma, 23 Tel. +39 0577 304214, Cell. +39 335 6651581, Cell. +39 328 9009134,
dondoriano@interfree.it,
casaferiesma@yahoo.it. Donativo
Monteriggioni: parrocchia di Cristo re, Piazza Cristo Re, 1, Tel. 0577-304214, Cell. 335-6651581,
casaferiesma@yahoo.it. Donativo.
Monteriggioni: pieve di S. Michele a Recine, A 3 km da Monteriggioni, Tel +39 057 7304214, Cell. +39 335 6651581,
casaferiesma@yahoo.it.
Siena: Caritas, Via della Diana, 4, Tel. +39 0577 280643,
caritas@caritas-fiera.org,
www.caritas-siena.org. Donativo
Siena: ostello della gioventù Guidoriccio, Via Fiorentina 89, Tel. +39 0577 52212,
siena@ostellionline.org.
Siena: accoglienza Santa Luisa, Via San Girolamo, 8, Tel. 0577 284377. Donativo
Siena: suore della carità di San Vincenzo, piazza san Girolamo, suor Ginetta, Tel 057721271. Donativo.
Ponte D’Arbia: Centro Cresti, Sig.ra Lotti, Tel 0577 370096. Donativo.
Buonconvento: parrocchia S. Pietro e Paolo, Via del sole, 13, Tel. +39 0577 806089, Cell. +39 3333097138,
donclaudiorosi@libero.it. Donativo.
San Quirico: parrocchia di S. Quirico d’Orcia, Via Dante Alighieri, Tel. +39 0577 897236, +39 0577 897278/897587
San Quirico: MARAMAI-SRA LUCREZIA, Piazza Chigi, 18, Tel. +39 0577 897278 / 897587, Cell +39 347 7748732,
giorgio.maramai@tele2.it.
Radicofani: casa d’accoglienza San Jacopo di Compostela, Via Magi, Tel. +39 0578 55614, Cell. +39 338 9240307,
doneliasantori@libero.it. Donativo
Ponte a Rigo: Caritas diocesana: Via Cassia, Cell. +39 339 8999610, Tel. +39 0578 50016. Donativo
Associazioni
Franco Alessandri, è un’entusiasta pellegrino che, avendo percorso innumerevoli volte i cammini per Santiago, si impegna a fondo per lo sviluppo della Francigena. Associazione Comunità Toscana "Il pellegrino",
www.francigenaintoscana.org,
ilpellegrinodifirenze@gmail.com. E’ tra i promotori della Rete dei Cammini
Marco Marini dell’Associazione Via Francigena Galleno. Hanno ripristinato il tratto di Via Francigena medievale ed hanno identificato percorsi piacevoli e sicuri nel loro territorio. Lavorano molto in collaborazione con Altopascio.
www.francigena.net,
francigenagalleno@alice.it
Giovanni Corrieri, Trecking Etruria. Conoscitore ed appassionato della Francigena Toscana, sia come percorsi, che come storie e leggende.
g.corrieri@tiscalinet.it
Tappa 61: Pontremoli-Aulla Km 27
Pontremoli, Santa Giustina (Km 3,3), Pieve di Sorano (Km 8), Filattiera (Km 8,5), Filetto (Km 14,5), Villafranca (Km 15,7), Lusuolo (Km 20,5), Barbarasco (Km 24), Testarossa (Km 24,4), Aulla (Km 27).
C’è un bel po’ di sgradevole statale, ma penso sia per lo più evitabile. Suggestiva l’austera semplicità della pieve di Sorano e incantevole Filetto. Emozionante la “selva oscura”. Piacevole tutto il percorso da Filattera in poi anche se in gran parte su asfalto. Non mancate una visita alla Chiesa di San Caprasio ad Aulla
Si esce da Pontremoli e si prosegue lungo la SS62 (La Cisa). Poco dopo l’uscita si incontrano segnalazioni sulla sinistra della Via Francigena: anche in questo caso non sapendo i chilometri né quanto fosse poi ben segnalata, non ho osato seguirle. D’altra parte questo è uno dei casi dove le indicazioni della Monica D’Atti non sono davvero piacevoli: 8 chilometri di statale…In effetti chiedendo ai locali sono riuscita a farne una buona parte su strade secondarie e non carrozzabili più o meno parallele alla statale sulla sua sinistra: chiedete a Santa Giustina e bene o male si riesce ad arrivare fin quasi alla Pieve. Ma ora che c’è la cartografia della Via Francigena in rete, forse la cosa migliore è seguire la segnaletica. Dalla Pieve di Sorano si sale a Filattiera e si esce dalla parte opposta. Qui si attraversa il ponte e si imbocca il sentiero che parte di fronte a noi. Tenendosi sempre nella stessa direzione della statale (con svolte, incroci, passando ruscelletti, tra sentieri, sterrate e strade secondarie) si arriva a Filetto entrando dal castagneto che secondo la leggenda ispirò la Selva Oscura a Dante. Da Filetto si prende verso destra per Villafranca. Si attraversa la SS62, si passa sotto il ponte della ferrovia, sopra il ponte sul Magra e si imbocca sulla sinistra la SP61 per Lusuolo. (Lusuolo è delizioso; molto probabilmente incontrerete uscendo da Lusuolo un uomo seduto sulla soglia di casa che vi fermerà per raccontarvi di come la sua famiglia sia implicata nella storia della Francigena: un incontro interessante). Si prosegue lungo la stessa via per Barbarasco e poi Terrarossa. La strada è carrozzabile, ma molto piacevole e pochissimo trafficata. A Terrarossa ci ritroviamo sulla SS62 la percorriamo verso destra e in circa un chilometro siamo alla periferia di Aulla. Qui si può proseguire lungo la strada più vicina al fiume.

Tappa 62: Aulla-Sarzana Km 16,1
Aulla, Castello di Bibola (Km 4,3), Vecchietto (Km 5,8), Le Quattro Vie (Km 8,2), Castello della Brina (Km 12,5), Sarzana (Km 16,1).
Tappa breve, ma la salita si fa sentire, in certi tratti è ben ripida. Belli i boschi e splendido il paesaggio dall’alto prima di scendere a Sarzana. Sarzana è piccola, ma piena di piccoli incantevoli dettagli. Unico punto Ligure della via e punto di incontro con la via che da Roma porta a Santiago
Da Aulla si prende la strada comunale per Bibola (dopo aver attraversato la ferrovia). Alla seconda curva, seguendo le indicazioni del CAI si prende la stradina sulla destra e poco dopo un sentiero sulla sinistra. Si prosegue più o meno sempre nella stessa direzione tra sentieri e sterrate, fino a Bibola. E’ abbastanza ben segnalato, ma bisogna stare attenti; le descrizioni sulla guida della Monica D’Atti sono senz’altro utili. Dal Castello di Bibola si prosegue per Vecchietto (via Strada) e all’uscita da Vecchietto si riprende un sentiero sulla destra (indicazioni VF). Si passa un torrentello. Si prosegue sempre più o meno nella stessa direzione tra sentieri e sterrate. Si attraversa l’incrocio a X con una sterrata (Le Quattro Vie), si prosegue ancora, si arriva a Ponzone su una strada asfaltata, si esce dal paese su una strada in cemento e continuando su stradine e sterrate si arriva ad i resti del castello della Brina. Si scende ancora e si arriva al ponte sul torrente che ci porta su una strada asfaltata: si prende a destra in direzione di Sarzana.

Tappa 63: Sarzana-Massa Km 18,3
Sarzana, Luni (Km 7,3), Avenza(Km 11,3), Massa (Km 18,3)
Nel 2007 ho percorso tutto il tratto Sarzana Pietrasanta lungo il Tirreno, rientrando poi a Marina di Pietrasanta: è un po’ più lungo, ma dopo aver fatto quest’anno l’interno a mio parere è da preferire. Per quanto sia tutto su strada ci sono sempre marciapiedi e spesso viali e piste ciclabili. E si può di tanto in tanto scendere in spiaggia e fare un bagno. I chilometri si riferiscono al percorso della guida di Monica D’Atti.
La descrizione di Monica D’Atti di questa tappa è tutta su strada e i primi quasi 6 chilometri sono di Aurelia. Per cui quando uscendo da Sarzana ho visto le indicazioni della Via Francigena le ho imboccate senza nessun dubbio. Ho camminato su e giù per le colline in piacevolissimi posti, per lo più senza auto…e mi sono ritrovata dopo circa 3 ore presso Luni. Considerando che non avevo la minima idea di quanto ancora avrei allungato seguendo le indicazioni Via Francigena e che da Luni la guida della Monica D’Atti propone vie alternative alla via Aurelia ho deciso di seguire quest’ultima. Subito dopo Luni si passa la ferrovia e si cammina su una via alla destra dei binari fino a Dogana, qui si riattraversano i binari e si ritorna sull’Aurelia. Dopo circa un chilometro si riattraversano (in direzione Battilana) e si riesce ad arrivare su vie secondarie attraversando Avenza fino all’altezza della Stazione di Massa Zona Industriale. Qui si torna sulla via Aurelia e si gira a destra per Massa. Mancano ancora quasi 4 chilometri, ma per fortuna c’è una pista ciclabile.
Anche se il tratto da Luni a quasi Massa identificato dalla Monica D’Atti evita la via Aurelia è comunque pesante e sgradevole, auto, Tir e polvere di marmo. Non so quanto sia lunga l’alternativa proposta sul sito Itineraria (da Sarzana a Luni si allunga veramente tanto), se è veramente troppo allora penso l’alternativa migliore almeno fino a Massa rimanga il litorale.
Tappa 64: Massa-Valpromaro Km 29,8
Massa, Capanne (Km 3), Strettoia (Km 9,4), Vallecchia (Km 11), Pietrasanta (Km 14,3), Cannoreto (Km 16,6), Camaiore (Km 22), Montemagno (Km 26,4), Valpromaro (Km 29,8)
Anche questa tappa è per lo più su asfalto, ma dopo la tappa del giorno precedente sembra una meraviglia. Soprattutto il percorso da Pietrasanta a Valpromaro per quanto per lo più su asfalto è piacevole. A Montemagno la statua di Giorgio Gaber. Pietrasanta è una città d’arte potrete ammirare sculture di Botero ed altri artisti. Da non perdere la visita alla torre campanaria, con la straordinaria scala elicoidale (sembra che il progetto sia di Michelangelo).
Si esce da Massa sulla via Aurelia che si segue per 3 chilometri fino a Capanne; qui si prende a sinistra la strada in salita (via Sforza). Al bivio a T a sinistra e poi a destra per Castel Aghinolfi (si può tagliare ed evitare il lungo giro intorno al castello per le auto). Si prosegue sulla strada per le auto in direzione Strettoia e poi Vallecchia. Qui proseguendo sulla Via Provinciale si arriva a Pietrasanta. Si esce da Pietrasanta, si passa il cimitero e si gira sulla sinistra sulla strada di Cannareto. Qui si prosegue superando un torrente su un ponticello, si attraversa la strada per Monteggiori, e si imbocca il sentiero sulla sinistra, si arriva ad una sterrata, si prosegue in strada e si costeggia il parco della Villa Borbone, si prosegue seguendo la strada (oltrepassando incroci e svolte) e si arriva alla provinciale. Per Camaiore si gira a sinistra e poco più avanti si può attraversare il fiume Camaiore e camminare lungo l’argine fino ad entrare in Camaiore in via Carignoni. Si esce da Camaiore sulla SP1 e la si percorre, passando per Montemagno praticamente fino a Valpromaro. Al primo tornante verso sinistra prima di Montemagno è possibile prendere lo sterrato bianco ed tagliare un pezzo di asfalto: diventa sentiero e arriva a Montemagno.

Tappa 65: Valpromaro-Lucca Km 16
Valpromaro, Piazzano (Km 3), San Macario (Km 10), Lucca (Km 16).
Piuttosto piacevole, finalmente un po’ di sentieri. Lucca è proprio bella, belle le chiese, belle le piazze; bello percorrere col dito il labirinto sulla facciata di San Martino.
Si attraversa Valpromaro e si prende lo sterrato parallelo alla via asfaltata. Si arriva ad una strada asfaltata perpendicolare e si prende a destra in direzione passo delle Gavine, Piazzano. Poco più avanti si può prendere il sentiero che va diritto e taglia i tornanti della strada. Si arriva al passo e si gira a sinistra per Piazzano. Al cimitero di Piazzano si prede il sentiero sulla destra che ci porta fino alla strada asfaltata. Si gira a sinistra e si prosegue verso San Macario in piano (stando sulla sinistra si può evitare la strada principale e camminare lungo l’argine del fosso). Si arriva a Ponte san Pietro, si attraversa il Serchio, si gira a sinistra e si prosegue lungo l’argine sulla pista ciclabile per circa 3 chilometri. Poi si esce dall’argine verso destra e prima su una sterrato e poi su strada si raggiunge Lucca centro.
Tappa 66: Lucca-Altopascio Km 16,4
Lucca, Capannori (Km 7), Porcari (Km 12), Badia di Pozzeveri (Km 15,6), Altopascio (Km 16,4).
Fino a Porcari è tutto asfalto e sgradevole, poi sentiero. I resti della Badia sono suggestivi. Ad Altopascio ti senti in contatto con i pellegrini del passato e la Tau, simbolo dei Cavalieri di Altopascio, incisa sul muro, sembra darti un benvenuto speciale.
Si esce da Lucca dalla porta orientale e ci si allontana dalla città sulla Via Romana in direzione di Capannori. All’altezza di un’edicola sacra si può girare sulla destra ed imboccare via Palladini che prosegue più o meno parallela alla Via Romana. Si prosegue mantenendosi sempre paralleli più o meno paralleli a quest’ultima fino a Capannori. Si esce da Capannori sulla via Romana e dopo poco si sbuca sulla SP23, proseguendo su quest’ultima (verso sinistra) si arriva a Porcari da via Capannori. Si gira a destra su Via Roma e si prosegue su la via Romana Est: Si gira a destra dopo il ponte (via Serchio), si attraversa la SP3, si prosegue in via Pistoresi e , prima che la strada diventi sterrata si prende il tratturo sulla destra. Si prosegue e poco dopo si arriva ai resti della Badia. Si prosegue sulla destra dell’edificio e proseguendo su via Catalani si arriva alla SP3 e girando a destra si è ad Altopascio.
Tappa 67: Altopascio-San Genesio Km 29
Altopascio, Galleno (Km 8), Ponte a Cappiano (Km 14,4), Fucecchio (Km 18), San Genesio (Km 28).
Da Fucecchio fino a Siena mi ha fatto da guida Giovanni Corrieri del gruppo Trekking Italia, grande appassionato di Francigena. Temo di non riuscire a ricostruire molto, solo posso dire che i tratti di statale sono stati ridotti al minimo e che i luoghi che abbiamo attraversato per lo più non avevano segnaletica.
Nella guida della Monica D’Atti, si consiglia da Altopascio a Galleno di seguire la SP15 (circa Km 5). In Altopascio però ci sono segnalazioni Via Francigena che ho seguito. Il percorso è tutto nei boschi, molto bello, di certo molto più dei 6,5 chilometri (ho indicato 8, ma forse sono anche di più); in alcuni punti è mal segnalato: io avevo la fortuna di camminare con Santina, abitante di Altopascio e conoscitrice della zona, che riusciva a mantenere l’orientamento anche quando mancavano chiare segnaletiche. Poco prima di entrare in Galleno (con entrambi i percorsi) si imbocca il tratto di via romana recuperato dal Comitato di Galleno della via Francigena. Molto suggestivo, molti altri ne seguiranno tra Toscana e Lazio.
Si esce da Galleno (se volete vi mettono il timbro alla credenziale in un negozio sulla destra) e poco dopo una strada sulla sinistra (direzione Chiesina U.) c’è una sterrata sulla destra con indicazioni VF. Si prende la sterrata e tra sentierini e sterrate, si oltrepassano una discoteca, un laghetto, e poi dopo un lungo tratto più o meno lineare si torna sull’asfalto su via Poggio Adorno. Si prende a destra, e poi alla prima a sinistra e ancora a sinistra su una sterrata. Si prosgue ancora su asfalto, si oltrepassa una strada perpendicolare e si prosegue verso Ponte Cappiano. Dopo il ponte proseguendo sempre diritto (Viale Cristoforo Colombo) si arriva a Fucecchio.
Da Fucecchio Giovanni ci ha guidati lungo sentieri e campi fino a San Genesio (tappa storica di Sigerico, nei pressi di San Miniato).
Tappa 68: San Genesio-Santa Maria a Chianni Km 29
San Genesio, Pieve di Coiano (Km 11,5), Santa Maria a Chianni (Km 22).
Bel percorso tutto su sentiero. D’estate con i campi di grano è uno spettacolo. Bella la Pieve.
Partendo da san Genesio ci si congiunge presto con il percorso suggerito dalla Guida e seguendo la segnaletica VF si percorrono sterrate e sentieri fino a tornare sull’asfalto (incrocioa T) in corrispondenza della Pieve di Coiano. (Se riuscite cercate di contattare il prete che ha la chiave). Si prosegue sullo sterrato in discesa un po’ spostato verso destra e si mantiene più o meno la direzione tra sentieri e sterrati fino ad una strada asfaltata, la si prende verso sinistra (direzione Castelfiorentino) e poi si imbocca lo sterrato sulla destra (sempre seguendo le indicazioni VF). Si prosegue ancora su sterrati e sentieri fino a raggiungere la Pieve di Santa Maria a Chianni.
Tappa 70: Santa Maria a Chianni-San Gimignano Km 16,7
Santa Maria a Chianni, Pieve di Pancolle (Km 7,5) Pieve di Cellole (Km 12,2), San Gimignano (16,7)
Tra sterrati, tratturi e sentieri tra le colline toscane. La pieve suggestiva e incantata. E San Gimignano con le sue innumerevoli torri.
Il percorso è tutto su sentiero, tratturi, sterrati. Si prende la strada asfaltata che diventa sterrata poco dopo in direzione Luiano, si prosegue passando Montecarulli e si arriva alla Pieve di Pancole. Prima della Pieve una discesa sulla destra porta ad un presepe in dimensioni naturali: suggestiva l’ambientazione. La Pieve ha di veramente particolare il dipinto della Madonna bionda e la sua bella leggenda. Proseguendo (si prende lo sterrato sulla destra poco fuori Pancole) si arriva a Collemuccioli e poi alla Pieve di Cellole. Il luogo è suggestivo: due file di alberi fanno da corridoio all’entrata della Pieve. Per le chiavi si può bussare alla porta accanto alla Pieve. (Però il prete è morto da poco e suo fratello nell’estate del 2008 stava piuttosto male. Non so se ci rimane qualcuno e nel caso se è disponibile ad aprire). Dalla Pieve si continua fino alla strada asfaltata e li si prende a sinistra per San Gimignano: oltre 4 chilometri orribili, per fortuna che le torri di San Gimignano, visivi bile già da lontano, ci chiamano.

Tappa 71: San Gimignano-Abbadia Isola Km 23
San Gimignano, Abbadia Isola (23)
Tra sterrati, tratturi e sentieri tra le colline toscane. La pieve suggestiva e incantata. E San Gimignano con le sue innumerevoli torri.
Giovanni ci ha guidati per sentieri e boschi, piccole deviazioni per ammirare tombe etrusche e. Sentieri e boschi, l’attraversamento dell’Elsa sui pietroni e un guado a piedi nudi. Dopo l’Elsa si passa per un vecchio mulino con corso d’acqua e poco dopo antiche vasche termali.
Tappa 72:Abbadia Isola-Siena Km 17,3
Abbadia Isola, La cerbaia (Km 4,3), Castello della Chiocciola (Km 8), Siena (Km 17,3)
Resti di antiche vie lastricate e sentieri ricoperti di fossili. Il castello della Chiocciola e la quercia secolare. La bellezza di Siena e l’incanto dei bottini
Tra sterrati, tratturi, resti di antiche vie lastricate e sentieri ricoperti di fossili, tra le colline senesi. Particolare il castello della Chiocciola e bellissima la quercia secolare li vicino. L’entrata in Siena è su asfalto. Se riuscite prenotate (ma dovete farlo molto prima) una visita ai Bottini di Siena, la Siena sotteranea: acquedotto secolare e tuttora funzionante (Associazione Diana).
Tappa 73: Siena-Ponte d’Arbia Km 25,3
Siena, Bucciano (Km 4,7), Colle di Malamerenda (Km 9), Isola d’Arbia (Km 10), Grancia di Cuna (Km 14), Quinciano (Km 19,4), Ponte d’Arbia (Km 25,3).
La bellezza delle colline senesi. La chiesa di San Giacomo alla Grancia di Cuna e l’affresco del miracolo dei polli. Al centro Crespi un piacevole accoglienza
Si esce da Siena da Porta Romana (come quasi sempre naturalmente) e si prosegue sulla Strada di Certosa. Si procede su asfalto, ma molto piacevolmente per circa 7 chilometri, superando Bucciano ed arrivando a S. Pietro in Paterno. Qui si prosegue su sterrata, e poi tra sterrate e tratturi si arriva al Borgo di Malamerenda. Da qui una sterrata ci porta ai binari e costeggiandoli (binari a destra) si arriva a Isola d’Arbia. Si esce da Isola d’Arbia girando a destra dopo il bar-ristorante (passando il sottopasso della ferrovia). Si prosegue su sterrata seguendo le indicazioni del CAI e rimanendo sempre più o meno paralleli alla ferrovia e alla SR2 (che rimangono sempre alla nostra sinistra) fino ad arrivare alla Grancia di Cuna. Qui merita fermarsi se non altro per visitare la chiesa di San Giacomo (potete chiedere le chiavi alla casa poco più avanti sullo stesso lato della chiesa). Seguendo ancora le indicazioni (sentiero 500) si prosegue tra campi, sterrate e orti e si arriva all’altezza di Monterone (che rimane alla nostra sinistra). Si prosegue e si prende verso destra per Quinciano (la segnaletica è scarsa, difficile farcela solo seguendo i segnali). A Quinciano si segue ancora il sentiero 500, si prosegue su un sentiero parallelo ai binari per qualche chilometro e quando un cancello ci sbarra la via si attraversano i binari e si prosegue sulla destra ancora camminando parallelamente ai binari, ma sull’altro lato. Il sentiero diventa sterrata e si arriva a Ponte d’Arbia.

Tappa 74: Ponte d’Arbia-San Quirico d’Orcia Km 21,6
Ponte d’Arbia, Buonconvento (Km 5,3), Torrenieri (Km 13,3), Bellaria (15,8), San Quirico d’Orcia (Km 21,6).
Le colline senesi sono ancora splendide e San Quirico ha mille bellezze…ma il percorso consigliato dalla Monica d’Atti è quasi tutto su asfalto, ma quel che è peggio 7 chilometri sono di Cassia
Si esce da Ponte d’Arbia attraversando la ferrovia su via del Magistrato; superati i binari si gira a sinistra e si costeggiano gli stessi verso la Pieve di Piana. Al bivio si può deviare per la Pieve e visitarla (il complesso è molto carino e anche il luogo) oppure attraversare il ponte sul fiume Ombrone (verso sinistra) ed entrare in Buonconvento. (Buonconvento è piccola, ma ha due particolarità da cogliere: un po’ di case e inferriate liberty e la pasticceria Le delizie di Nana). Da qui fin quasi a Torrenieri la guida consiglia la via Cassia, cosa che io ho fatto, ma è veramente orribile. Al rientro mi sono accorta ricostruendo le tappe con google che di certo c’è un’alternativa che sembra migliore: a Buonconvento si prende la Cassia e si imbocca poi la prima a destra (dopo 1,2 chilometri) in direzione Altesi Montosoli. Si prosegue diritto fino a Montosoli dove si gira a sinistra in direzione Torrenieri. Il tutto sono 12,8 chilometri invece degli 8 di cui 1,2 di Cassia invece di 7 (ma come sempre è probabile che il percorso identificato da Alberto Conte preveda sentieri). Poco prima di arrivare a Torrenieri via Cassia c’è la possibilità sulla destra di prendere una sterrata parallela a quest’ultima (al Km 194). A Torrenieri ceppo commemorativo di Sigerico. Da Torrenieri si imbocca la vecchia Cassia, piacevole e praticamente deserta e passando da Ballaria, si arriva a San Quirico.

Tappa 75: San Quirico d’Orcia-Radicofani Km 28,5
San Quirico d’Orcia, Vignoni Alto (Km 3,5), Bagno Vignoni (Km 6) Gallina (Km 12), Briccole (14,5), Ricorsi (Km 18,7), Radicofani (Km 28,5).
Radicofani appare in lontananza come un miraggio irraggiungibile. Ma poi invece lo si raggiunge dopo tante ore di cammino in posti splendidi. Bagno Vignoni merita la piccola deviazione per raggiungerlo: la piazza d’acqua è straordinaria. Da Radicofani arroccata su una cima, ed in particolare dalla sua Rocca, si gode un bellissimo panorama. Passate a salutare Don Elia e a chiedergli di farvi da guida nella visita alla chiesa
Si esce da San Quirico su via Garibaldi e si prosegue seguendo le indicazioni per Vignoni e Bagno Vignoni, dopo qualche chilometro si prende a destra per Vignoni Alto. Si attraversa il paese, uno sguardo al panorama, e si riscende dall’altra parte su un sentiero che in breve ci porta su uno sterrato e poi alla strada asfaltata per Bagno Vignoni (Bagno Vignoni è sulla destra molto vicino, qualche centinaio di metri, e merita senz’altro la deviazione). Si prosegue svoltando a sinistra sulla strada asfaltata e ritornando sulla Cassia. Si imbocca la Cassia verso destra e si prosegue (che incubo) fino a Gallina (uscendo da Gallina c’è un bar e considerando che poi fino a Radicofani non c’è più nulla...). Un chilometro fuori Gallina si prende lo sterrato sulla destra (prima del ponte sul torrente Vellora) e tra sterrati e sentieri si proseguirà più o meno nella stessa direzione, più o meno paralleli alla Cassia, fino alle Briccole (dove potrete fare una piccola pausa per leggere la preghiera di San Francesco nella cappella del Pellegrino) e poi alla Stazione di posta di Ricorsi (ricongiungendosi alla Cassia). Si gira a destra sulla Cassia e poi si prende poco dopo la prima a sinistra che in una decina di chilometri di tornanti ci porta a Radicofani (prima di salire c’è un’area di sosta auto, benzinaio, fermano i pullman per Radicofani e c’è acqua potabile).