Un piccolo cammino di soli 60 chilometri
L’identificazione di un cammino circolare percorribile in soli tre giorni permette di avvicinare ai cammini una pluralità di persone che per diversi motivi non si avvicinano a cammini più “impegnativi”. Dal sacro al profano, dalla Via dei pellegrini e santi, al Sentiero dei Briganti.
I percorsi si intersecano, a volte sovrapponendosi, unendo i cammini ma con opposte storie di vita.
I percorsi conducono verso una direzione circolare amalgamando gli scopi e le finalità creando un circolo virtuoso di scoperta e di condivisione.
Un lungo cammino di quasi 40 giorni
I cammini fisici come metafore di cammini personali, come strumenti di crescita personale e spirituale, come modalità principe per “trovare” se stessi e il proprio posto nell’universo sono patrimonio antichissimo presenti in tutte le epoche, in tutte le religioni ed in tutte le culture. Tuttavia le specifiche caratteristiche dei cammini variano da luogo a luogo. In Europa ad esempio i tre cammini storici sono costituiti dai tre pellegrinaggi a Roma, Santiago e Gerusalemme. In Giappone invece i pellegrinaggi classici sono intesi non come raggiungimento di una meta, ma come percorsi che toccano un certo numero definito ed in un certo ordine di luoghi sacri.
Il cammino della Dea si propone anche come cammino più propriamente interiore
I mistici luoghi dei Santi che hanno percorso la strada, lo spirito misterioso degli Etruschi con le loro cerimonie, le assoluzioni di comodo ricevute dai briganti: tutto si fonde e si unisce nel senso di pace creato dalle antiche acque del Lago.
La versione più profonda e spirituale del cammino della Dea prende spunto da un pellegrinaggio Zen su una piccola isola giapponese il cui percorso viene compiuto in soli 3 giorni, ma che si considera necessario percorre 13 volte per elevare il proprio stato di consapevolezza.
A differenza di quanto avviene nei cammini europei in cui si sperimenta un cambiamento interiore parallelo al cambiamento dell’esterno, in tale pellegrinaggio Zen tutta l’attenzione è focalizzata sul cambiamento interiore e sul cambio di percezione che ne deriva, che ci permette ad ogni giro di vedere lo stesso esterno con occhi nuovi.
Il cammino della Dea si propone quindi anche a chi avendo già sperimentato lunghi cammini lineari, intendesse sperimentare un modo diverso e più profondo di vivere il cammino fisico come strumento di crescita personale e spirituale. Anche in questo caso proponiamo come avviene per il cammino giapponese 13 giri. Il percorrere per 13 volte i 3 giorni di percorso ci porta ad un totale di una quarantina di giorni, tempo considerato “tipico” di un cammino spirituale. Basti pensare alla quarantena, ai 40 giorni nel deserto, e simile ai tempi dei cammini ormai canonici (35 tappe più o meno per Santiago, 38 per la parte italiana della Via Francigena). Come dire che per un cambiamento interiore è bene dedicare un po’ di tempo, più di un mese. 13 giri ha anche un significato simbolico molto forte essendo l’Etruria rappresentata dalla Dea Madre circondata da 12 infanti rappresentanti le 12 tribù costituenti tale popolo. Tredici giri quindi: un giro madre per la Dea Madre e 12 successivi per ciascuna delle 12 parti costituenti l’intero. Non è infatti un caso che siano 12 le tribù etrusche: 12 sono anche le ebraiche e le mussulmane e 12 sono gli apostoli della religione cristiana. 12 sono i mesi dell’anno e 12 i segni zodiacali. L’uomo ha sempre privilegiato il 12 come numero di parti in cui dividere un intero: poiché per orientarci nel tempo e nello spazio consideriamo quattro direzioni spaziali (nord, sud, est, ovest) e tre temporali (presente, passato e futuro). E infatti i dodici mesi sono raggruppabili in quattro stagioni di te mesi cadauno, così come i segni zodiacali sono raggruppati in quattro terne appartenenti ai quattro elementi.
La ripetizione di 12 giri costituisce quindi un’unità completa. Ma sempre all’unità data dalle dodici parti si associa un “entità” che già di per sé è completa e tutte le comprende: il Cristo con gli apostoli, la Dea Madre con le tribù etrusche, i patriarchi fondatori per le tribù ebraiche e musulmane (Abramo e Maometto), l’anno per i dodici mesi, la volta celeste per lo zodiaco.
Per cui la ripetizione di 13 volte da noi suggerita sottolinea la presenza di un giro “originario”, e lo sviluppo ed approfondimento dei 12 aspetti archetipali che costituiscono l’unità nei giri seguenti.