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In cammino verso Roma


di Immacolata

Cammino su una strada secondaria tra i campi, i contadini ed i ciclisti rispondono con un sorriso e un cenno della mano ai miei saluti, un motociclista, due camionisti e un automomilista, suonano il clacson e salutano per primi....dopo un'oretta entro in un centro abitato, un'iscrizione su una piccola chiesetta dice "viandante chiunque tu sia, fermati e entra a pregare Maria, quando uscirai ti sentirai come un bimbo amato dalla madre e ripartirai sapendo che ella ti protegge"...come posso non entrare? un pellegrino non è forse un viandante? entro, ma non è una chiesetta, è la riproduzione della grotta di Lourdes, con le immagini della Vergine e di Bernardette...mi fa uno strano effetto incontrare al mio primo giorno di cammino questa grotta, visto che il mio passato cammino (circa due mesi fa) è iniziato proprio alla grotta di Lourdes.
Entro in un negozio per chiedere come evitare la via provinciale, la proprietaria lascia il suo lavoro e mi segue in strada per indicarmi la strada, un ciclista scende dalla bici e fa un tratto con me chiacchierando incuriosito, un altro arrivato nell'istante preciso in cui ad un bivio non sapevo dove andare, mi guida per un po’, una coppia di anziani in macchina si fermano per indicarmi la via anche se siamo su una strada provinciale ad alto scorrimento e visto che sono le due e il sole cuoce insistono per darmi un passaggio anche se stanno andando nella direzione opposta, rifiuto ma mi si allarga il cuore
Uuna barista a cui chiedo se c'è una fontana fuori per riempire il sacchetto di plastica per il pediluvio mi dice di no, ma me lo riempe al banco "anche se sgocciola un po’ -mi dice- non fa niente, non ti preoccupare dopo asciugo io" e quando vado via mi accompagna fuori per indicarmi come evitare altri tre km di provinciale.
Saluto un contadino, lui smette di spargere anticrittogamici e viene a parlarmi, dopo un po’ mi invita in cascina, chiacchieriamo, io lui e la moglie, di cammini, di vita, di uomini e consapevolezza, mentre carezzo i gatti che fanno le fusa...Bagno il mio cappello e mi rinfresco alla fonte, mi regalano una bottiglietta di acqua minerale fredda, una ventina di albicocche e un pacco di biscotti e mi ringraziano per essermi fermata ed avergli permesso di parlare della vita e di altro.
Una barista mi regala 3 bustine di zucchero perchè nell'albergo c'è caffé ma non zucchero.
Formulo il pensiero "il cammino di Santiago sempre mi riempe di regali" e prima che scompaia dalla mia testa, ai miei piedi c'è un bracciale alla schiava che ora al mio polso sembra ci sia nato. Ne perdo un fermo e un ferramenta perde 15 minuti a cercare una vite adatta a sostituirlo, adatta per dimensioni ed estetica...mi chiede 20 cent, il prezzo della vite dice: “va bene?” Certo! "a volte mi va, -mi dice- non sempre, ma oggi si, mi andava di aiutarti, ti è andata bene” e rispondo "spesso mi va bene, forse perché dipende anche da come si chiede" "è vero -mi risponde sorridendo- dipende molto da come si chiede"
Cammino di Santiago? No, anzi il primo giorno neanche un qualche tipo di cammino solo il mio andare per strade secondarie da casa mia a Piacenza cercando di raggiungere la francigena. Ora, al mio secondo giorno di cammino da casa, sono a Fiorenzuola dove c'è una festa che dura tutta la notte e mi diverto in giro tra bancarelle e musica.
Sono lieta e leggera come neanche nel cammino di Santiago sono mai stata. Sto sperimentando che se il cammino aiuta il pellegrino a scoprire la sua divinità e quella degli altri uomini, al tempo stesso è il pellegrino a creare il cammino. Il vero “pellegrino” è pellegrino per sempre e porta il cammino con se ovunque egli vada: questo quanto mi hanno insegnato Franco di Bologna a Santiago e i parigini a Barcellona, questo quanto sto sperimentando e tentando di vivere nel mio cammino verso Roma.

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